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CAMPOBASSO Il 15 luglio manifestazione a Roma
Salvare i 400 posti di lavoro a rischio nel settore della scuola, tra insegnanti e personale Ata, che già a partire dall'anno scolastico 2009/2010 potrebbero non avere un impiego nelle scuole del Molise. Questa la richiesta che il Partito della Rifondazione comunista rivolge alla Regione, invitata a intervenire immediatamente, per evitare l'aggravamento della situazione occupazionale in Molise. «La disoccupazione e la precarietà nel nostro Paese - ha dichiarato il segretario regionale del PRC Antonello Manocchio - dilagano in tutti i settori e il taglio imposto alla scuola pubblica da questo Governo, oltre ad aggravare il problema del precariato, la impoverisce notevolmente». Si inserisce in questo contesto la mobilitazione del comparto, in vista della manifestazione del 15 luglio a Roma. Il PRC molisano rilancia poi i punti della piattaforma elaborata del Coordinamento nazionale dei precari, che prevede l'azzeramento dei tagli, circa 8 miliardi di euro, disposti con la riforma Gelmini. Chiesta anche una inversione di tendenza nelle politiche di finanziamento della scuola, con il ripristono del «modulo», il riconoscimento del pieno diritto all'integrazione per i ragazzi diversamente abili, senza riduzione delle ore di sostegno, il rispetto della normativa sulla sicurezza, un'inversione di marcia rispetto all'aumento degli alunni per classe e alla diminuzione del tempo scuola. Non meno importante la richiesta di assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari nei posti vacanti. «Non basta richiamarsi ad equivoche e generiche «stabilizzazioni» - aggiunge Manocchio - e al programma mai attuato del governo Prodi, di assunzione di 150.000 insegnanti e 30.000 Ata in tre anni». Tra le proposte del Prc anche il ritiro del disegno di legge Aprea, che prevede la chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici, «l'aziendalizzazione dell'istruzione» e la gerarchizzazione della classe docente, con l'introduzione di distinte figure professionali. Punti sui quali i precari vengono chiamati alla mobilitazione, in vista della manifestazione di Roma della prossima settimana e delle ulteriori iniziative già programmate per l'autunno. C.S.
06/07/2009