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Ecco la nuova giunta comunale

Politica Raggiunto l'accordo sull'esecutivo a sei. Di Niro pronto a tentare la «scalata» nel Pd

Carmen Sepede

Palazzo San Giorgio, la nuova giunta comunale di Campobasso ha ora un volto ben definito. Un volto delineato a poco meno di un mese dalle elezioni e a 10 giorni dalla prima convocazione del Consiglio, prevista per il 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia. Il sindaco Gino Di Bartolomeo sembra dunque aver trovato la non facile quadratura del cerchio e un accordo che sarà ufficializzato lunedì. Salvo improbabili sconvolgimenti dell'ultima ora nell'esecutivo che guiderà la città per i prossimi cinque anni e che sarà a 6, come si è detto, entreranno per il Pdl Giuseppe Cimino, il consigliere più votato in assoluto, che assumerà anche l'incarico di vicesindaco, e con lui Elio Madonna e Giovanni Di Giorgio, ottavo nella lista ma inserito in quota An. Della giunta faranno parte anche il fedelissimo del sindaco (e con lui amministratore negli anni Novanta) Aldo De Benedittis, di Democrazia popolare, preferito al primo degli eletti della lista civica Alberto Tramontano, consigliere uscente. In Progetto Molise l'ha spuntata il più votato Pasquale Colarusso, passato dal Pd al Centrodestra alla vigilia delle elezioni. Il quadro si completa con l'imprenditrice Mariagrazia De Vincenzo, dell'Udeur, unica donna del governo comunale. La presidenza del Consiglio dovrebbe invece toccare a Massimo Sabusco, dell'Udc, bruciando in questo modo le speranze del primo dei non eletti Francesco Pilone, nella precedente legislatura il consigliere più battagliero dell'opposizione. Con questo quadro a rientrare in aula sarebbero dunque Alessandro Pascale, Vitaliano Gilotti e Angelo Finella (Pdl), Pasquale Terzano (Progetto Molise), Stefano Ramundo (Democrazia popolare) e Antonio Pietrarca (Udeur). Sei surroghe, che scatteranno dopo il decreto di nomina degli assessori e le loro dimissioni (obbligatorie negli enti locali) dallo status di consigliere. E se al Comune c'è piena fibrillazione è fermento anche alla Provincia di Campobasso, dopo l'elezione del neo presidente del Consiglio Carmine Perugini. Il presidente Nicola D'Ascanio è chiamato a infatti a sostituire l'assessore Mario Fratipietro, che ha lasciato l'Idv per candidarsi (ed essere eletto) col Pdl al Comune di Campobasso. «Poltrona» che spetta al partito di Di Pietro, anche se un nome circola con insistenza, quello del candidato sindaco del «Terzo polo» Gaetano Di Niro, che dovrebbe dimettersi da consigliere comunale per lasciar spazio al primo dei non eletti di nuova Primavera democratica Maurizio Tiberio, che attendeva «risposte». Sarà tuttavia il leader nazionale dell'Idv a dire se è favorevole all'ipotesi Di Niro, che sembra da parte sua intenzionato a tentare ad ottobre la scalata alla segreteria regionale del Pd, pur non avendo mai militato nelle file partito, sostenuto a spada tratta dai vertici di palazzo Magno, il presidente Nicola D'Ascanio, l'assessore Pierpaolo Nagni, insomma l'area che ha dato vita a Nuova primavera democratica. Ipotesi e scenari che dimostrano come i rapporti tra Palazzo Magno e Palazzo San Giorgio siano strettissimi e i movimenti politici a 360 gradi. La prossima settimana sarà decisiva ma si profila comunque un'altra estate «calda», e non in senso meteorologico.

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04/07/2009










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