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Jelsi

Una violenta grandinata mette in ginocchio gli agricoltori della zona

JELSI Una violenta grandinata si è abbattuta su alcune zone dell'agro jelsese.

Le campagne di Jelsi in ginocchio. L'altro ieri, quando le nubi hanno ricoperto il Molise, dopo un breve ma violento acquazzone, il cielo improvvisamente è diventato terso con folate di vento che sapevano di ghiaccio. Pochi attimi e il ciclo vitale della campagna è stato distrutto. Per circa mezz'ora chicchi di grandine, alcuni grossi quanto noci, sono scesi con furia violenta in alcune contrade interessate dal nubifragio. Una scena devastante quella che si è presentata agli occhi degli agricoltori jelsesi. Vigneti distrutti, dei filari verdi sono rimasti solo alcuni tralci tracimati, frutteti completamente spogli, mele, pere, susine tutte a terra in mille pezzi. Degli orti, in pieno fiore, non è rimasto nulla. Il danno maggiore per gli agricoltori di queste zone l'hanno avuto negli oliveti. Sugli alberi, ad allegazione avvenuta, non è rimasto nulla. Ieri gli agricoltori hanno proceduto alla stima dei danni. Chi aiuterà gli agricoltori messi in ginocchio dalla furia incontrollabile della grandine? Già da oggi i contadini si dovrebbero riunire per chiedere alle istituzioni locali e regionali un sostegno per ricominciare, ma, soprattutto per sopravvivere a quest'anno diventato così difficile. Qualche chicco di grandine è arrivato anche in qualche zona di Riccia ma non ha provocato danni ingenti. Un'estate iniziata non proprio bene. É pur vero che la Coldiretti ha messo in campo, da un paio di anni a questa parte, una politica d'aiuto contro le intemperie dando la possibilità agli agricoltori di stipulare polizze assicurative. Forse bisogna ricordare che, con un'agricoltura in crisi totale dove il prezzo del latte è lo stesso di dieci anni fa, il grano, quel poco che l'annata ha dato, si svende ad un misero prezzo, le stalle hanno dovuto chiudere per cause di forza maggiore, è difficile avere a disposizione i fondi per «assicurarsi il pane quotidiano». Bisogna che la politica locale e la stessa Coldiretti scenda in campo per difendere anche questa categoria di lavoratori stanchi di lottare contro i mulini a vento. Soprattutto bisogna ricordare alle istituzioni che non esiste solo il Basso Molise che deve essere aiutato. MCM

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25/06/2009










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