Carmen Sepede
CAMPOBASSO Omicidio di Giuliana D'Ascenzo, rinviato al 20 ottobre il processo d'appello a carico di Pasqualino Cianci, 58 anni, il professore di inglese in pensione accusato di aver ucciso la moglie, nella loro villetta di Montenero, l'8 marzo del 2002 e condannato in primo grado a 21 anni di reclusione. Per lui è stato appena disposto l'obbligo di dimora per il rischio di fuga, con tanto di divieto di espatrio. Ieri a Campobasso, in Corte d'Assise d'Appello, doveva svolgersi la prima udienza del processo, presieduta da Alfonso Bosco. Udienza rinviata per l'assenza di Cianci, ricoverato al Policlinico di Bari, dove dovrà essere sottoposto a un intervento alla colonna vertebrale, per una patologia invalidante agli arti superiori, che provoca nell'uomo una riduzione della mobilità e della forza nelle braccia. L'elemento fondamentale, secondo i suoi avvocati Domenico Bruno e Domenico Porfido, che dimostrerebbe la non colpevolezza di Cianci, che si è sempre proclamato innocente e che per i legali non avrebbe avuto la forza di strangolare la moglie. Per l'accusa e per la parte civile, rappresentata dall'avvocato Valentina Bozzelli, il pensionato è invece l'unico responsabile della morte della moglie, come dimostrerebbero i graffi rilevati sulle sue mani e l'assenza di impronte alternative, neppure i taglietti sul collo che l'uomo si sarebbe procurato da solo per simulare l'aggressione da parte di sconosciuti. Un omicidio dopo una lite degenerata, dovuta forse al fatto che Giuliana D'Ascenzo aveva scoperto affari poco chiari svolti dal marito, evidenziati da Antonio Di Pietro, per un periodo avvocato di parte civile. L'istanza di rinvio del processo è stata accolta dal presidente Bosco, così come la richiesta, formulata dal Procuratore generale Claudio Di Ruzza, dell'obbligo di dimora, col divieto di espatrio e il ritiro del passaparto per Cianci, che è anche cittadino americano. A giustificare la misura restrittiva, secondo il Procuratore, il rischio di fuga dell'imputato, che risiede con i figli a San Salvo e che dovrà da ora in poi comunicare ai Carabinieri tutti i suoi spostamenti. I suoi avvocati si appelleranno in Cassazione.
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18/06/2009