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Abusi sulla figlia, chiede la libertà

CampobassoL'avvocato Cerulli, difensore del 70enne di Jelsi rinchiuso in carcere dal 21 aprile, ieri mattina ha depositato un ricorso in Cassazione

Cosimo Santimone

CAMPOBASSO Presunti abusi sulla figlia, nella mattinata di ieri l'avvocato Nicola Cerulli, difensore del 70enne di Jelsi rinchiuso in cella dall'aprile scorso, ha depositato un ricorso in Cassazione (avverso la decisione presa tempo fa dai giudici del Tribunale del Riesame del capoluogo) per chiedere la scarcerazione o in subordine i domiciliari per il proprio assistito. «Ho già sulla mia scrivania - ha aggiunto il legale - delle altre istanze che presenterò in caso di esito negativo. Nel frattempo sto continuando a svolgere le investigazioni difensive del caso per fare chiarezza sulla vicenda». Una storia, quella del «padre-padrone», che, una volta a galla, nel piccolo paese della provincia di Campobasso ha fatto scalpore (è infatti il secondo caso di presunta violenza sessuale nel giro di pochi mesi). A portare a termine l'operazione gli agenti della squadra mobile di Campobasso i quali hanno fatto scattare le manette ai polsi del 70enne di Jelsi. Accusato di aver abusato per anni della figlia, quando questa era ancora minorenne (oggi ha 25 anni ed è sposata). Una storia di presunta violenza ai danni di una ragazzina, che all'epoca dei fatti sarebbe stata costretta a subire in silenzio i desideri raccapriccianti del padre. E così, come detto, si sono spalancate le porte del carcere per l'anziano genitore che per tanto tempo avrebbe abusato della figlia. Un'operazione, quella condotta dalla squadra Mobile di Campobasso, «nata» da un'altra vicenda di presunta violenza sessuale che si sarebbe verificata nei mesi scorsi nel piccolo centro molisano quando un padre fu «beccato» in flagranza di reato, poco dopo, cioè, aver «consumato» un rapporto con la figlia.

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13/06/2009










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