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In aula c'era anche l'uxoricida. Tesi contrastanti delle parti in causa. Il processo è stato aggiornato al 9 ottobre

Scalabrino, la parola al perito
CampobassoUdienza ieri in Tribunale. Presentata la relazione del medico Salati

Cosimo Santimone

CAMPOBASSO Ha preso il via nella mattinata di ieri il processo (con rito abbreviato condizionato) a carico di Antonio Scalabrino, l'ex dipendente dell'Unicredit che ha ammazzato a fucilate la moglie Maria Luisa De Benedittis.

Scalabrino era in aula (il processo, per la cronaca, si è svolto a porte rigorosamente chiuse) insieme ai suoi avvocati, Fabio Albino e Domenico D'Antonio. A prendere la parola dinanzi al giudice Pepe è stato però il medico Antonio Salati che ha presentato la sua relazione sul profilo psicologico dell'uomo. Il perito non ha escluso, al momento del delitto, la capacità di intendere e di volere. Cioè Scalabrino, in quegli attimi, era teoricamente cosciente di ciò che stava facendo. Ma ha anche detto che si è trattato di un'azione «subitanea», probabilmente dovuta ad un forte stato di stress. «La discussione - ha detto l'avvocato Carmine Verde, che nel processo rappresenta la madre della vittima ed i due figli - si incentrerà molto proabilmente sulla premeditazione. Per noi c'è stata, naturalmente presumo che siano di tutt'altro parere i legali della difesa». Ed infatti, poco dopo, puntuale è arrivata la risposta dell'avvocato Fabio Albino, codifensore di Scalabrino: «Non c'è stata assolutamente premeditazione. Il nostro assistito non fa che chiedere della famiglia e dei figli. É pentito ogni giorno di più per il gesto che ha confessato in quella tragica notte. Il processo - ha concluso l'avvocato - naturalmente entrerà nel vivo ad ottobre, quando si tornerà in aula. Scalabrino renderà delle dichiarazioni spontanee, del resto lui, da quando ha commesso il delitto, non è mai stato in silenzio di fronte agli inquirenti ed anzi, ha sempre voluto parlare, esternando spesso il suo dolore». E sulla stessa linea di Albino anche l'altro legale, Domenico D'Antonio: «Posso solo dire che si è trattato di un delitto d'impeto, commesso durante un vero e proprio raptus». Il processo, comunque, è stato aggiornato al 9 ottobre, quando Scalabrino renderà in aula delle dichiarazioni spontanee. I fatti, come si ricorderà, sono accaduti nella notte tra il 15 ed il 16 ottobre del 2008. Poco prima della mezzanotte, Antonio Scalabrino ha aspettato che la moglie tornasse a casa. Poi, nel corso dell'ennesimo litigio ha imbracciato un fucile calibro 12 ed ha sparato due colpi. La donna è caduta a terra in una pozza di sangue. Sotto lo sguardo perso nel vuoto dei due figli, di 7 e 20 anni (che adesso si trovano rispettivamente con uno zio e con la nonna materna).

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12/06/2009










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