Scalabrino era in aula (il processo, per la cronaca, si è svolto a porte rigorosamente chiuse) insieme ai suoi avvocati, Fabio Albino e Domenico D'Antonio. A prendere la parola dinanzi al giudice Pepe è stato però il medico Antonio Salati che ha presentato la sua relazione sul profilo psicologico dell'uomo. Il perito non ha escluso, al momento del delitto, la capacità di intendere e di volere. Cioè Scalabrino, in quegli attimi, era teoricamente cosciente di ciò che stava facendo. Ma ha anche detto che si è trattato di un'azione «subitanea», probabilmente dovuta ad un forte stato di stress. «La discussione - ha detto l'avvocato Carmine Verde, che nel processo rappresenta la madre della vittima ed i due figli - si incentrerà molto proabilmente sulla premeditazione. Per noi c'è stata, naturalmente presumo che siano di tutt'altro parere i legali della difesa». Ed infatti, poco dopo, puntuale è arrivata la risposta dell'avvocato Fabio Albino, codifensore di Scalabrino: «Non c'è stata assolutamente premeditazione. Il nostro assistito non fa che chiedere della famiglia e dei figli. É pentito ogni giorno di più per il gesto che ha confessato in quella tragica notte. Il processo - ha concluso l'avvocato - naturalmente entrerà nel vivo ad ottobre, quando si tornerà in aula. Scalabrino renderà delle dichiarazioni spontanee, del resto lui, da quando ha commesso il delitto, non è mai stato in silenzio di fronte agli inquirenti ed anzi, ha sempre voluto parlare, esternando spesso il suo dolore». E sulla stessa linea di Albino anche l'altro legale, Domenico D'Antonio: «Posso solo dire che si è trattato di un delitto d'impeto, commesso durante un vero e proprio raptus». Il processo, comunque, è stato aggiornato al 9 ottobre, quando Scalabrino renderà in aula delle dichiarazioni spontanee. I fatti, come si ricorderà, sono accaduti nella notte tra il 15 ed il 16 ottobre del 2008. Poco prima della mezzanotte, Antonio Scalabrino ha aspettato che la moglie tornasse a casa. Poi, nel corso dell'ennesimo litigio ha imbracciato un fucile calibro 12 ed ha sparato due colpi. La donna è caduta a terra in una pozza di sangue. Sotto lo sguardo perso nel vuoto dei due figli, di 7 e 20 anni (che adesso si trovano rispettivamente con uno zio e con la nonna materna).
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12/06/2009