Aldo Ciaramella
CAMPOBASSO Più «poteri» ai sindaci nella gestione e nella programmazione della sanità in regione. Lo hanno chiesto a gran voce i rappresentanti dei partiti del Consiglio regionale che con l'abrogazione della legge regionale del 13 gennaio del 1995 n. 2 e la nuova disciplina del servizio sanitario nella Regione Molise dovrebbero avere una «parola» in più nel coordinamento sostanziale più che consultivo riguardo alla riconfigurazione della pianificazione sanitaria. Troppo marginale il loro ruolo sino ad oggi, questa la denuncia da parte della maggiorparte della rappresentanza partitica di palazzo Moffa «La conferenza permanente programmatica sanitaria non è stata mai convocata da nove anni - ha sottolienato il consigliere Michelangelo Bonomolo - C'è una legge che la definisce ma nessuno si è mai curato di controllare che fosse rispettata. La Conferenza dei sindaci è un momento di grande partecipazione e di democrazia» Un problema avvertito anche all'interno della maggioranza soprattutto in questo momento in cui una maggiore vigilanza e soprattutto osservanza dei dati finanziari potrebbero portare ad una discussione e ad una verifica costruttiva sul riordino e sugli interventi da attuare in particolare sulla riorganizzazione di alcuni servizi nei territori comunali dove i sindaci sono i primi attori sui programmi della salute e della prevenzione dei cittadini «E' uno strumento operativo importantissimo a cui bisognerà ridare voce e spazio - evidenzia Riccardo Tamburro di Alleanza di centro - Questa modifica di cui ci siamo fatti promotori punta proprio verso questo obiettivo. Non ci può essere una pianificazione territoriale della medicina dell'assistenza e quindi di ogni progetto della prevenzione senza consultare e quindi coinvolgere le autorità locali periferiche. Un sostegno di idee in più in un momento difficile della sanità certamente gioverà a tutti anche a quelli che in forma diretta e più responsabile sono coinvolti nella riformulazione o nel riaggiustamento di una manovra che dovrà essere certamente più rigorosa». Ovviamente la normativa che coinvolge maggiormente i Comuni nelle decisioni di disciplina del servizio sanitario parte dalla modifica della «maggioranza». La Conferenza dei 136 sindaci potrà concludere da qui in avanti i suoi lavori e quindi le sue votazioni con la maggioranza relativa al posto di quella assoluta. Un modo per evitare che si possano assumere delle scelte anche quando le assemblee non raggiungano, e spesso accade, il numero consentito per la convalida del voto assembleare «E' una legge che ci va bene - osserva il sindaco di Larino Guglielmo Giardino - Però è necessario che la Conferenza venga convocata, interessata e coinvolta delle problematiche sulle tematiche della sanità regionali. Un esempio di tutto ciò è il riordino sanitario e quindi i tagli che hanno interessato anche il Vietri di cui io ero all'oscuro».
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03/06/2009