Cosimo Santimone
CAMPOBASSO Presunta violenza sessuale nei confronti della figlia: nuova richiesta dell'avvocato del 70enne rinchiuso in cella a Campobasso da aprile, dopo essere stato ammanettato dagli agenti della squadra Mobile diretti da Domenico Farinacci. Il legale Cerulli infatti nelle scorse ore si è rivolto al Tribunale delle Libertà del capoluogo avverso la prima ordinanza del Gip che confinò in cella il pensionato. Nei prossimi giorni verrà stabilita la data della discussione che comunue dovrebbe avvenire in tempi abbastanza celeri. L'avvocato, naturalmente, ha chiesto ancora una volta la scarcerazione per il suo assistito o in subordine la concessione di una misura «meno afflittiva della detenzione in cella». E sempre l'avvocato, nel frattempo, sta continuando a svolgere le «investigazioni difensive» per far luce sulla storia che ancora non è completamente chiara. Il «caso», come si ricorderà, è venuto a galla nel mese di aprile, quando gli agenti della squadra mobile di Campobasso, al termine di una articolata operazione, hanno fatto scattare le manette ai polsi del 70enne di Jelsi. Accusato di aver abusato per anni della figlia, quando questa era ancora minorenne (oggi ha 25 anni ed è sposata). Una storia di presunta violenza dunque ai danni di una ragazzina, che all'epoca dei fatti sarebbe stata costretta a subire in silenzio i desideri raccapriccianti del padre. E così, come detto, si sono spalancate le porte del carcere per l'anziano genitore che per tantissimo tempo avrebbe abusato della figlia. Un'operazione, quella condotta dalla squadra Mobile di Campobasso, «nata» da un'altra vicenda di presunta violenza sessuale che si sarebbe verificata nei mesi scorsi nel piccolo centro molisano quando un padre fu «beccato» in flagranza di reato, poco dopo, cioè, aver «consumato» un rapporto con la figlia. Storie di presunta violenza sulle quali si sta ancora lavorando. Non è escluso infatti che nelle prossime settimane ci possano essere delle eclatanti novità.
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16/05/2009