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Trenta milioni all'area del «cratere»

Post-sisma I cospicui finanziamenti serviranno a rilanciare le attività produttive

Aldo Ciaramella

CAMPOBASSO Si lavorerà per aree omogenee. non più per «campanili». Lo sostengono i 14 sindaci del cratere che hanno deciso di attuare una manovra programmatica sinergica, comune, per risollevare l'economia dei loro territori. Soprattutto nell'utilizzo di alcune risorse destinate alle aree interne, afferenti ai Pai di emanazione del Fas, che i sindaci delle aree più danneggiate dal terremoto hanno stabilito di concertare e quindi di concordare progetti unitari che abbiano finalità e realizzino lo sviluppo di più comprensori omogenei. Circa trenta milioni di euro saranno quindi disponibili per far ripartire le attività imprenditoriali che gli amministratori hanno già inteso immaginare secondo assi di sviluppo ben conosciuti. Tenendo presenti un'area che comprenda i Comuni a ridosso di Morrone del Sannio Sant'Elia e Ripabottoni, la seconda tra Santa Croce di Magliano e Bonefro e la terza tra Larino e Ururi. Una riunione tra i primi cittadini di questo ampio comprensorio si è avuta nei giorni passati ed è servita per mettere a punto una fattispecie di azione comune e le linee guida su cui nello specifico puntare «Non vogliamo aiuti a pioggia per ogni singolo campanile - ha sottolineato il sindaco di Santa Croce di Magliano Pasquale Marino - ma studiare un Piano di sviluppo complessivo omogeneo dove andrebbero a integrarsi varie azioni amministrative e investimenti su piani di attività. Dobbiamo guardare e quindi curare il nostro tessuto commerciale e imprenditoriale gravemente danneggiato che ancora non si riprende a circa sette anni dal sisma. E' bene perciò che tutti e quattoridici i Comuni inizino a ragionare insieme su un progetto e su un modello unitario che abbracci più Comuni e comunità capaci di integrarsi con gli altri su cui si andrà ad intervenire e quindi ad investire. Sono convinto - conclude Marino - e questo lo abbiamo anche nell'ultima riunione dei sindaci che abbiamo avuto qualche giorno fa che è giunto il momento di stare il più vicino possibile e di concedere risorse alle imprese che si aspettano aiuti e iniziative concrete dalle istituzioni. Salveremo così i redditi e l'economia locale». Intanto ieri Santa Croce di Magliano, cuore del cratere sismico del Molise del 2002, nel suo Muincipio ha accolto le famiglie santacrocesi che vivono in Abruzzo che sono rimaste senza casa a L'Aquila. Lo stesso sindaco Marino ricordando che il suo paese è il Comune molisano che ha più popolazione scolastica nel capoluogo abruzzese, circa 50 universitari, ha annunciato un'iniziativa per i prossimi giorni che prevede la raccolta fondi per i terremotati e una serie di disponibilità per le famiglie santacrocesi rimaste senza casa. Santa Croce di Magliano tra l'altro ha deciso di accogliere un paese del terremoto aquilano a cui devolverà una gran parte della raccolta dei fondi. Il sindaco Marino ha anche assicurato che il suo Municipio offrirà ogni mezzo e ogni esperienza sulla scorta del suo passato che possano servire alla logistica e alla sistemazione di persone e cose in Abruzzo.

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07/05/2009










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