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I corridoi del nosocomio non sono sicuri né per i visitatori, né per chi lavora nelle ore notturne nella struttura

Al «Cardarelli» la notte è insidiosa
Campobasso Le porte dell'ospedale restano aperte e non c'è alcuna sorveglianza

Daniela Lombardi

CAMPOBASSO Percorrere a tarda sera o di notte i corridoi dell'ospedale «Cardarelli», magari per raggiungere il parcheggio delle auto dopo aver fatto visita ad un parente ricoverato, non è un'«impresa» tra le più sicure da affrontare.

Tra l'interno e l'esterno del nosocomio, infatti, non esiste alcuna «barriera protettiva» contro eventuali malintenzionati che decidano di prendere di mira la struttura per effettuarvi furti, aggressioni o, come conferma l'incendio doloso di qualche settimana fa sul quale sono ancora in corso indagini, per commettere qualsiasi genere di reato. Tutte le entrate, sia le principali che quelle secondarie, restano infatti aperte la notte, consentendo a chiunque di entrare senza farsi notare. Anche perché sarebbe difficile che eventuali «loschi individui» vengano notati, in mancanza di sorveglianti «in carne ed ossa» ed in assenza totale di qualsiasi tipo di telecamera per il servizio di videosorveglianza. «Percorrere questi corridoi di notte per spostarmi da un reparto all'altro - confessa un'infermiera - mi fa paura. Qui la sicurezza è ridotta a zero. Anche se chiudiamo almeno i reparti quando siamo all'interno, vi sono ascensori che si possono tranquillamente prendere all'esterno e che sono alla «portata» di tutti, con i quali è possibile raggiungere aree dell'ospedale che dovrebbero essere interdette al pubblico in alcuni momenti della giornata». Le operatrici, dunque, temono per la propria incolumità, così come i visitatori che possono tirare un respiro di sollievo solo quando riescono a raggiungere l'auto. Ma anche questo percorso verso la «salvezza» rappresentata dal proprio mezzo presenta qualche difficoltà. L'uscita a porte scorrevoli che conduce alla fermata dei bus, nelle ore notturne diventa l'entrata preferita per qualche barbone che decide di usare le panchine di attesa dei pullman per dormire al caldo e all'asciutto. «Il clochard che riposa spesso qui lo conosciamo, è una persona tranquilla - rivela un'altra operatrice - ma come lui, altri vagabondi meno affidabili potrebbero decidere di "farci visita"». C'è poi un ulteriore elemento destinato a togliere tranquillità a chi sia costretto ad «aggirarsi» lungo i corridoi del «Cardarelli» la notte. «Più volte abbiamo chiesto - dice un portantino - che le luci vengano smorzate solo nei reparti ed in nessun'altra zona, perché vi sono angoli che restano pericolosamente bui, aumentando i rischi di chi si trova a passarvi, ma l'effetto notturno è stato mantenuto». Anche l'installazione di telecamere, per sopperire all'assenza di vigilantes, è stata chiesta. «Ne sono state poste due nella zona della farmacia, solo perché in passato sono stati rubati farmaci costosi. A noi operatori è stata consegnata una chiave ed è quella l'unica porta, in tutto l'ospedale, che rimane chiusa».

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19/04/2009










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