Lo ha confermato il difensore dei due giovani arrestati per omicidio volontario, Giuseppe Cito di 23 anni di Rionero in Vulture e Luigi Libutti, 33 anni, originario di Torino e residente a Rionero in Vulture. Il penalista di Melfi Giorgio Cassotta, che assiste i due arrestati, sottolinea come «gli inquirenti di Larino siano impegnati in maniera costante per accertare alcuni aspetti di questa storia ancora non del tutto chiari». «Sono state interrogate altre persone - ha dichiarato l'avvocato - sulla cui attendibilità però nutro dei dubbi. Per quanto mi riguarda penso che non ci siano altre situazioni collegate all'omicidio, ma che l'evento sia attribuibile al al solo litigio che sarebbe scaturito tra le parti coinvolte». Per quanto riguarda i due arrestati, questi restano in carcere dopo la decisione del Tribunale del Riesame di Campobasso. Su questo aspetto Cassotta sta valutando il possibile ricorso in Corte di Cassazione. «Sono in attesa di conoscere le motivazioni dei giudici del Riesame sulla mancata richiesta di arresti domiciliari e, non appena le riceverò, al massimo tra qualche giorno, penso di ricorrere in Corte di Cassazione». Dunque le sorprese, in questa intricata vicenda, non sono ancora terminate. Potrebbero «spuntare» infatti nuovi elementi entro breve tempo. Inoltre Cassotta sarà a Termoli per fine mese, nell'ambito delle indagini difensive. A suo avviso l'omicidio è maturato durante il litigio e non ci sono ulteriori implicazioni o collegamenti con altri personaggi. «In questa vicenda, a mio giudizio - ha ribadito più volte il penalista - è tutto abbastanza chiaro. Non ci sono altre situazioni connesse al prestito o al delitto. È una vicenda che è nata e si è chiusa quella sera, non c'è altro».
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17/04/2009