Il fenomeno di eutrofizzazione che ha prodotto la presenza di tossine e quindi alghe rosse verrà esaminato meglio attraverso la valutazione dei dati e delle verifiche e delle analisi effettuate dalle tre Arpa di Campania Molise e Puglia. Che ieri si sono riunite a Bari per fare il punto della situazione e nel caso di disporre l'emissione di una serie di adempimenti sull'uso delle acque dell'invaso e quindi di comportamenti per gli animali accompagnatai e per le persone che si trovino o operino sulle rive dell'invaso. I tecnici dei tre istituti di tutela ambientale insieme alla Protezione civile non si sono pronunciati uteriormente nè hanno formulato altre ipotesi di divieti o di prescrizioni. In assenza di quest'ultimi valgono, pertanto, gli obblighi e le regole del momento sebbene non manchino perplessità validate dal fenomeno che non continua a estinguersi e che proviene come appare accertato dalla chiusura di una discarica in territorio beneventano. Ovviamente l'acqua che sul versante molisano, come nell'intero bacino, viene monitorata e gestita dall'Arpa Molise e dalla Protezione civile, a valle è controllata e prima di passare all'uso domestico vien fatta passare in filtri di carbone per renderla potabile o condurla agli impianti di irrigazione. Rimane il problema del prelievo diretto dell'acqua per i campi. Senza particolari divieti e obblighi potrebbe essere consentito ma stando il fenomeno ormai accertato dell'eutrofizzazione e quindi dello scolo di percolato dal beneventano all'Occhito si lascia probabilmente alla responsabilità personale l'utilizzo dell'acqua dell'invaso. La Protezione civile, infatti, anch'essa, fa le spallucce. Non sa cosa dire anche se non le compete. Al.Cia.
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17/03/2009