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Inquinamento, i timori della Falco

BojanoAlcuni valori relativi allo scorso anno fuori dai parametri normativi

BOJANO Conferenza stampa ieri nella sala consiliare della Comunità Montana dell'associazione socio ambientale Falco sul monitoraggio della qualità dell'aria effettuato nel Comune di Bojano dal 19 marzo all'otto aprile dello scorso anno. In primis il presidente dell'associazione Alessio Papa ha voluto evidenziare che non è intento della stessa associazione creare facili allarmismi tra la popolazione ma far conoscere i dati rilevati dall'agenzia Arpa Molise nel periodo indicato. Anzi è l'invito alle istituzioni delegate, nel caso specifico il Comune, ad intervenire per prevenire quei picchi massimi che influiscono negativamente sulla salute dei cittadini. Anche in considerazione di fenomeni che non dovrebbero minimamente interessare località che per millenni sono state indicate come aree salubri per eccellenza. Nello specifico è intervenuto un esperto ambientalista, l'avvocato Alfonso Mainelli, che da decenni si batte per prevenire e combattere quei fattori che influiscono negativamente sul clima e sull'ambiente. Che ha voluto evidenziare innanzitutto come dati importanti per una comunità, quali quelli riferiti al monitoraggio dell'aria, siano stati trasmessi dopo ripetute richieste a quasi un anno dello stesso monitoraggio. L'avvocato Mainelli: «Quei picchi riscontrati derivano esclusivamente da inquinamento prodotto dal traffico veicolare. É inconcepibile che un Comune che aderisce alla campagna europea contro i fattori inquinanti non intervenga tempestivamente per eliminare, o quantomeno limitare, le cause inquinanti». L'agenzia Arpa nell'ambito della campagna di monitoraggio tramite un centro mobile posizionato in pieno centro a Bojano in Largo Duomo effettuò rilevamenti dal 19 marzo all'otto aprile dello scorso anno. Attualmente i valori nei quali devono contenersi i fattori inquinanti e le polveri sottili, è riferito al parametro 30 mentre dal 29 al 31 marzo dello scorso anno i picchi massimi furono compresi tra 58 e 52. Da considerare anche che erano giorni precedenti e seguenti la Santa Pasqua. L'agenzia Arpa valutando i risultati ha spiegato che quei picchi sono correlati alle condizioni meteo climatiche avverse alla dispersione degli inquinanti ed al maggior impiego di fonti inquinanti (riscaldamento). Lucio Renzi

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04/03/2009










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