Davanti ai tanti proclami, dall'atterraggio di nuove aziende a fantomatici sistemi tecnologici mai arrivati, o se arrivati pagati a caro prezzo dagli imprenditori, la Lai (Libera Associazione di Imprese) con una nota diffusa ieri, dimostra di stare molto con i piedi per terra. «Gli imprenditori - si legge in sintesi nella nota - non sono necessariamente i capitalisti, i ricchi sfondati, gli sfruttatori. Il piu´ delle volte sono persone partite dal basso e con spirito di abnegazione e coraggio. Spesso fanno parte di una azienda familiare nella quale lavorano mogli e figli. Aziende che accolgono con lo stesso clima familiare decine e decine di lavoratori del territorio. Questo è il tessuto di tante imprese locali - aggiunge la Libera Associazione di Imprese - Non dimentichiamoci che nel Nucleo industriale di Termoli non ci sono solo la Fiat, le Chimiche e le varie centrali. Ma ci sono imprenditori - aggiunge ancora in sintesi la Lai - che oggi sono seriamente preoccupati per il proprio futuro e riportano a casa ansie, preoccupazioni ed inquietudini. In tutta Italia si respira la crisi - sottolinea la Libera Associazione di Imprese - ma qui in Molise è ancora più acuta se consideriamo i cronici problemi del difficile accesso al credito, dei costi bancari più elevati, delle scarse dotazioni infrastrutturali e tecnologiche, del rapporto inquinato con la politica che spesso spaccia diritti per favori ad personam«. La Libera Associazione di Imprese lancia un grido di allarme appellandosi alle massime autorità regionali e provinciali e territoriali, per una seria politica di sostegno, di rilancio e di programmazione nei fatti. Un appello è rivolto anche al governo cittadino «non vessando - dice in sintesi la Lai - le imprese con balzelli iniqui o superati, tipo Tarsu ma garantendo, al contrario, servizi efficienti, ponderati e di qualità». Al consorzio industriale Valle del Biferno «migliorando - dice la Lai - le condizioni delle imprese del nucleo ed agevolando la soluzione dei problemi». A Termoli i problemi dell´industria attanagliano dunque non soli i grandi gruppi, come la Fiat, ma anche quella miriade di piccole e medie aziende che da sempre sono state il tessuto economico del Basso Molise e di Termoli e che ora avvertono problemi seri.Oltre alla crisi, che riguarda la mancanza di commesse di ordinativi, molte aziende si trovano a vivere anche una situazione difficile con il territorio per la presenza, ad esempio, di problemi legati all'inquinamento. Proprio qualche tempo fa è´ stato un piccolo imprenditore del nucleo a denunciare forme di inquinamento e situazioni anomale legate allo svenimento di alcuni dipendenti. Un grido di allarme dunque su più fronti da parte delle piccole e medie imprese del territorio che si trovano in una situazione di sofferenza e con mille problemi quotidiani. E si allunga sempre di più la catena delle aziende che chiudono.
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12/02/2009