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Oltre alle preoccupazioni per i livelli occupazionali, evidenziata la difficoltà di accedere ai canali di finanziamento bancario

Nucleo industriale, si aggrava la crisi

Giuseppe Castelli



TERMOLI Sos aziende del nucleo industriale «Valle del Biferno» di Termoli. A lanciare l'allarme sono soprattutto le piccole e medie imprese del territorio del Basso Molise, alle prese con mille problemi quotidiani.

Davanti ai tanti proclami, dall'atterraggio di nuove aziende a fantomatici sistemi tecnologici mai arrivati, o se arrivati pagati a caro prezzo dagli imprenditori, la Lai (Libera Associazione di Imprese) con una nota diffusa ieri, dimostra di stare molto con i piedi per terra. «Gli imprenditori - si legge in sintesi nella nota - non sono necessariamente i capitalisti, i ricchi sfondati, gli sfruttatori. Il piu´ delle volte sono persone partite dal basso e con spirito di abnegazione e coraggio. Spesso fanno parte di una azienda familiare nella quale lavorano mogli e figli. Aziende che accolgono con lo stesso clima familiare decine e decine di lavoratori del territorio. Questo è il tessuto di tante imprese locali - aggiunge la Libera Associazione di Imprese - Non dimentichiamoci che nel Nucleo industriale di Termoli non ci sono solo la Fiat, le Chimiche e le varie centrali. Ma ci sono imprenditori - aggiunge ancora in sintesi la Lai - che oggi sono seriamente preoccupati per il proprio futuro e riportano a casa ansie, preoccupazioni ed inquietudini. In tutta Italia si respira la crisi - sottolinea la Libera Associazione di Imprese - ma qui in Molise è ancora più acuta se consideriamo i cronici problemi del difficile accesso al credito, dei costi bancari più elevati, delle scarse dotazioni infrastrutturali e tecnologiche, del rapporto inquinato con la politica che spesso spaccia diritti per favori ad personam«. La Libera Associazione di Imprese lancia un grido di allarme appellandosi alle massime autorità regionali e provinciali e territoriali, per una seria politica di sostegno, di rilancio e di programmazione nei fatti. Un appello è rivolto anche al governo cittadino «non vessando - dice in sintesi la Lai - le imprese con balzelli iniqui o superati, tipo Tarsu ma garantendo, al contrario, servizi efficienti, ponderati e di qualità». Al consorzio industriale Valle del Biferno «migliorando - dice la Lai - le condizioni delle imprese del nucleo ed agevolando la soluzione dei problemi». A Termoli i problemi dell´industria attanagliano dunque non soli i grandi gruppi, come la Fiat, ma anche quella miriade di piccole e medie aziende che da sempre sono state il tessuto economico del Basso Molise e di Termoli e che ora avvertono problemi seri.Oltre alla crisi, che riguarda la mancanza di commesse di ordinativi, molte aziende si trovano a vivere anche una situazione difficile con il territorio per la presenza, ad esempio, di problemi legati all'inquinamento. Proprio qualche tempo fa è´ stato un piccolo imprenditore del nucleo a denunciare forme di inquinamento e situazioni anomale legate allo svenimento di alcuni dipendenti. Un grido di allarme dunque su più fronti da parte delle piccole e medie imprese del territorio che si trovano in una situazione di sofferenza e con mille problemi quotidiani. E si allunga sempre di più la catena delle aziende che chiudono.

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12/02/2009










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