«Le nostre ragioni verranno valutate da chi ha la volontà di venirci incontro. Non ci sono pregiudizi contro la nostra regione, c'è qualche difficoltà economica che questo Governo può avere nell'assecondare le nostre richieste, ma alla fine sono certo che il buon senso prevarrà nelle scelte a favore della collettività», sostiene Romagnuolo. Il subcommissario, pur comprendendo le ragioni dei primi cittadini che hanno dato vita a diverse forme di protesta e che ne hanno annunciate di nuove per i prossimi giorni qualora non vi saranno rilevanti cambiamenti, ritiene che sia il momento in cui è giusto mantenere una certa «serenità». «I sindaci devono avere la consapevolezza che ci si sta battendo per ottenere per il Molise ciò che al Molise spetta, dunque che la loro battaglia è la stessa del Presidente Iorio e lo è da sempre», ha infatti dichiarato. Fari puntati, dunque, sull'incontro di oggi, nel corso del quale il Presidente della Giunta ribadirà quella che è poi la richiesta contenuta nell'emendamento al decreto anti-crisi che porta il nome dell'onorevole De Camillis. Verrà ancora una volta sostenuta, quindi, la necessità di abbattere il 60% dei tributi e di «spalmare» la restituzione del restante 40% su un periodo che consenta una reale ripresa economica del territorio. Intanto l'emendamento in questione prosegue il suo iter: verrà discusso venerdì in aula, con l'appoggio «pieno ed incondizionato» dell'Italia dei Valori. L'esito dell'incontro con Tremonti e quello inerente la votazione dell'emendamento sono guardati con estrema attenzione dai sindaci del cratere. Questi si riuniranno oggi pomeriggio intorno alle 16, non solo per attendere i risultati dell'incontro romano ma anche, e soprattutto, per coinvolgere la popolazione nelle future iniziative da intraprendere. «Informeremo a fondo i cittadini su quanto sta accadendo ed accetteremo anche da loro proposte su come agire per tutelare i nostri interessi», spiega infatti il sindaco di San Giuliano di Puglia, Luigi Barbieri. Ovviamente, qualora le due giornate cruciali (quella di oggi e quella della votazione) producessero i risultati sperati, nessuno avrà più voglia di dare vita a battaglie ad oltranza. «Se le nostre ragioni avranno ascolto ogni forma di protesta rientrerà, altrimenti studieremo nuovi modi per far sentire la nostra voce», conclude infatti Barbieri.
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05/01/2009