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RicciaNegozi senza clienti e poche luminarie in paese

Crisi finanziaria, un Natale nel segno della «austerity»

RICCIA Il Natale «povero» dei riccesi. Anche se il termine può sembrare esagerato, in questo caso, è quello giusto per descrivere un momento di crisi che davvero sta facendo apparire questo Santo Natale riccese con toni smorzati, quasi spenti.

A partire dai due grandi pini, padroni incontrastati del paese da decenni, sono stati addobbati con poche luminarie che li fanno apparire sconsolati e quasi vergognosi del loro «vestito di festa». I negozi, siano essi di abbigliamento o alimentari o altro genere, in questi ultimi giorni frenetici di spesa, sono quasi sempre vuoti. Purtroppo gli enti preposti ad occuparsi di animare il paese con concerti, mostre o qualsiasi altra attività natalizia non hanno potuto che arrendersi all'evidenza di una cassa che segna zero. Hanno anche evitato gli sfarzi perché poteva essere un doloroso schiaffo inferto alla crisi economica che tocca la stragrande maggioranza delle famiglie riccesi in questo momento. Fa sorridere vedere i servizi giornalistici delle reti nazionali che mostrano le persone fare acquisti all'impazzata nelle centralissime delle grandi città, magari per allinearsi al momento di crisi nazionale si mostrano dispiaciuti perché il capo di abbigliamento «firmato» sono stati costretti a prenderlo presso un outlet . A Riccia, tanto per dirne una, ieri mattina il pescivendolo vendeva i gamberoni a 35 euro al chilo e le persone si allontanavano per paura che alla fine si dovesse pagare qualcosa solo per aver chiesto il listino dei prezzi. Molti gli anziani che hanno dovuto rinunciare anche alla classica «lisca» di baccalà perché quando sono andati a prendere l'attesa tredicesima, l'ente previdenziale gli ha fatto la sorpresa che se l'era trattenuta per le detrazioni del caso. E tutti quegli agricoltori che si sono fatti pagare il grano in questi giorni a 19 euro al quintale? Forse non tutto è perduto: dopo anni di sprechi potremo, per la prima volta, apprezzare il Natale per quello che è veramente il suo significato, una festa fatta di amore verso il prossimo, perdono e solidarietà. Magari basterà recarsi a Messa ringraziare Dio di essere ancora con i propri cari, un giro nella Terra Santa dove riposano i nostri cari ed una semplice tombolata con gli amici per dire «che splendido Natale anche quest'anno»!

MCM

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24/12/2008










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