Non si tratta solo di una tappa importante per l'azienda San Nazzaro ma di una leggenda che diventa realtà. Lo sa bene Antonio Valerio, titolare della cantina a cui va il merito di avere salvato la «doc» in extremis, visto che stava per essere cancellata, dopo molti anni di mancato utilizzo. Proprio così. Sulla carta il «Pentro Doc» è sempre esistito ma realmente nessuno lo aveva mai bevuto prima d'ora. Tre ettari vitati e tante anteprime, ma questa volta è qui. Già richiestissimo, comparirà a Natale nei banchetti di moltissimi isernini che ne stanno facendo incetta. Vuoi per campanilismo, vuoi per curiosità del palato, che da queste parti, si sa, è comunemente sopraffino. E così si compie il disegno dell'architetto Valerio il quale ha ridato vita alla cantina sociale di Monteroduni - ormai dimessa da oltre dieci anni - proprio con questo scopo. Realizzare il vino ufficiale della provincia di Isernia. Intanto non se n'è stato con le mani in mano, trasformando un rudere in un gioiello di tecnologia e tirando fuori altre etichette che la gente ha imparato ad amare ed apprezzare. Questo perché alla tecnologia è unita quella grande risorsa che è l'uva di queste zone che viene coltivata in condizioni climatiche ottimali e che dalla raccolta alla bottiglia viaggia sui binari della tradizione ma con quel tocco di modernità che non guasta.
Dal vecchio metodo dell'affinamento in botte, alla pigiatura controllata, il tour della cantina può diventare davvero un viaggio ricco di scoperte legate a quell'antica e nobile arte di fare il vino. Perché all'interno vi si sprigiona, oltre che un delizioso profumo di vino, la grande passione di questo giovane imprenditore che ha voluto che Isernia tornasse ad avere la sua cantina, una scelta che va anche a beneficio della collettività. E il fiero popolo pentro non potrà non apprezzare.
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23/12/2008