Ultime notizie Molise
HOME POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

Scatta l'emergenza lavoro

Aldo Ciaramella



CAMPOBASSO La crisi finanziaria e quindi occupazionale a livello globale e nazionale si ripercuote sostanzialmente anche in Molise. Dove i posti di lavoro arretrano e la recessione diventa un dato più che evidente.

Nel terzo trimestre, secondo alcune rivelazioni dell'Istat, la disoccupazione in regione nell'ultimo trimestre di quest'anno è cresciuta rispetto allo stesso periodo dello scorso anno di oltre tre punti percentuali passando dal 6,3 al 9,7%, suggerendo, tra l'altro, analisi profonde sullo stato strutturale delle aziende locali e la mancanza di investimenti. Preocupati i sindacati che seguono il fenomeno attentamente proponendo confronti più costruttivi con gli enti locali e soprattutto con la Regione «I dati denunciati dagli organi preposti al monitoraggio - sottolinea Italo Stellon della Cgil Molise - rivelano che il calo dei trimestri precedenti sono legati a rapporti di lavoro effimeri, a interinali e di collobarazione che sugli effetti della crisi finanziaria sono scomparsi o caduti nella mobilità. L'errore che si è fatto in passato nel riportare l'aumento dei posti di lavoro in Molise è stato quello di relazionarli a rapporti precari». Sono, quindi, 12 mila i disoccupati ufficiali contro gli ottomila dell'anno scorso ma potrebbero essere almeno il doppio quelli effettivi «Bisogna ricostruire l'iter dello sviluppo - continua Italo Stellon - basato non su modalità imprenditoriali che non abbiano alle spalle ricerca innovazione e competititvità. C'è bisogno che la Regione faccia interventi per la creazione di nuove imprese e incoraggi imprenditori pronti a investire e non a prendere solo soldi pubblici». Gli aiuti in una fase delicata come quella attuale vanno diversificati secondo Stellon «Mi sembra chiaro che è inutile e dannoso per la collettività dare finaziamenti a imprese già o quasi decotte, mentre bisogna tutelare quelle che fanno fatica a tenere il mercato e quelle che vanno bene per aiutarle a essere stabili nel tempo. E quindi suggeriamo un tavolo con il governo regionale per determinare quanto».

Vai alla homepage

21/12/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro