Nel terzo trimestre, secondo alcune rivelazioni dell'Istat, la disoccupazione in regione nell'ultimo trimestre di quest'anno è cresciuta rispetto allo stesso periodo dello scorso anno di oltre tre punti percentuali passando dal 6,3 al 9,7%, suggerendo, tra l'altro, analisi profonde sullo stato strutturale delle aziende locali e la mancanza di investimenti. Preocupati i sindacati che seguono il fenomeno attentamente proponendo confronti più costruttivi con gli enti locali e soprattutto con la Regione «I dati denunciati dagli organi preposti al monitoraggio - sottolinea Italo Stellon della Cgil Molise - rivelano che il calo dei trimestri precedenti sono legati a rapporti di lavoro effimeri, a interinali e di collobarazione che sugli effetti della crisi finanziaria sono scomparsi o caduti nella mobilità. L'errore che si è fatto in passato nel riportare l'aumento dei posti di lavoro in Molise è stato quello di relazionarli a rapporti precari». Sono, quindi, 12 mila i disoccupati ufficiali contro gli ottomila dell'anno scorso ma potrebbero essere almeno il doppio quelli effettivi «Bisogna ricostruire l'iter dello sviluppo - continua Italo Stellon - basato non su modalità imprenditoriali che non abbiano alle spalle ricerca innovazione e competititvità. C'è bisogno che la Regione faccia interventi per la creazione di nuove imprese e incoraggi imprenditori pronti a investire e non a prendere solo soldi pubblici». Gli aiuti in una fase delicata come quella attuale vanno diversificati secondo Stellon «Mi sembra chiaro che è inutile e dannoso per la collettività dare finaziamenti a imprese già o quasi decotte, mentre bisogna tutelare quelle che fanno fatica a tenere il mercato e quelle che vanno bene per aiutarle a essere stabili nel tempo. E quindi suggeriamo un tavolo con il governo regionale per determinare quanto».
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21/12/2008