A tal uopo occorre ricordare ai politici, che tengono le redini del Molise, che non siamo inseriti in una crisi soltanto ciclica ma anche strutturale. La situazione è assai complessa e richiede impegno particolare poiché gli effetti recessivi non saranno di breve periodo.Per dare maggior slancio al sistema economico molisano e alla sua struttura produttiva, occorre migliorare lo sviluppo delle sue imprese, che devono crescere e rafforzarsi nella ricerca e nella innovazione. Ricerca e innovazione sono fra loro strettamente collegati e sono alla base della nuova crescita economica. L'innovazione per le P.M.I. molisane non si esaurisce soltanto nel miglioramento dei prodotti, ma comprende anche l'organizzazione funzionale, l'approccio ai mercati, il marketing operativo il commercio estero e tutti quei procedimenti che interessano la nuova "Organizzazione Aziendale".
Come tutti sappiamo, esistono varie forme di ricerca: la pubblica detta fondamentale o pura; quella applicata (ricerca industriale) detta "researche and development" (R&D), che si avvale anche delle ricerche di mercato e motivazionali delle ricerche di marketing; della ricerca operativa (RO), che ha introdotto l'uso dell'algoritmo matematico e della matematizzazione.Una recente ricerca effettuata dalle Nazioni Unite pone l'Italia al 42° posto per il numero di ricercatori; tale posizione secondo l'AIRI (Associazione Italiana Ricerca Industriale) da molto tempo, il nostro paese vive una forte contrazione anche nelle strutture di ricerca industriale. Se esaminiamo poi, il documento Comunitario relativo al numero dei progetti di ricerca agevolati dalle varie Regioni Italiane, si può notare quanta sia la distanza fra nord e meridione: al primo posto vi è la Lombardia, seguita dal Veneto, dalla Toscana, Piemonte, Lazio e in fondo agli ultimi posti c'è il Molise, la Calabria e la Basilicata.L'economia produttiva in Molise ripetiamo è in grave difficoltà per la carenza di strumenti che spingano l'export, il rinnovamento, la competitività e la cultura globale. Occorre innovare e potenziare il settore delle piccole imprese, aiutarlo a crescere nelle aree di interesse prioritario, quali il turismo, l'artigianato, l'edilizia ecocompatibile, l'energia rinnovabile, il tessile, l'abbigliamento, l'agro-alimentare e la meccanica.Se prendiamo in considerazione la neoglobalizzazione, come si sa, essa consiste nella crescita accelerata di attività economiche sopranazionali, nell'integrazione dei mercati nei diversi Paesi del mondo e nell'intensificarsi dei commerci. In tale contesto molte nostre imprese del Nord e del Centro si sono già bene inserite; ciò dovrà avvenire anche per le imprese del nostro meridione.
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01/12/2008