Aspetteremo le motivazioni - ha aggiunto l'avvocato Fazio - e poi valuteremo il ricorso in Corte di Cassazione (che a questo punto appare sempre più probabile). Abbiamo sostenuto con forza che non c'è stata premeditazione in ciò che lui ha compiuto. Volevamo che la Corte si soffermasse su ciò. Tra Izzo e Palaia ci sono differenze profonde. Il mio assistito è sempre stato succube del mostro e mai coautore dei suoi disegni crminali. O meglio, se lo è stato, è perchè è stato costretto ad agire sempre soto minaccia».
La sentenza della condanna a trent'anni, come detto, è arrivata giovedì. Palaia è stato dichiarato colpevole. Per aver partecipato al Massacro di Ferrazzano quando, nell'aprile del 2005 Angelo Izzo uccise Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano, rispettivamente moglie e figlia dell'ex boss della mala pugliese Giovanni Maiorano. In quella tragica vicenda furono coinvolte tre persone: Guido Palladino, che ha da tempo chiuso i conti con la giustizia (la sua posizione è stata di gran lunga meno grave rispetto agli altri due), Angelo Izzo (che ultimamente sta tornando spesso nel capoluogo di regione per processi comunque legati alla nota vicenda consumatasi ormai tre anni fa) ed appunto Luca Palaia, che, come detto, era già stato condannato a 24 anni di reclusione in primo grado. Il ragazzo, che sta scontando la condanna in una cella del carcere di Lanciano, nella giornata di lunedì riceverà la visita del suo avvocato.
«Luca Palaia - ha concluso Fazio - dopo la fine del processo probabilmente, a causa dello stress, non aveva ancora realizzato cosa era accaduto. Lunedì avremo un confronto».
Cos.San.
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29/11/2008