La Polizia di Stato di San Benedetto del Tronto ha incastrato la banda di malviventi, specializzati in «colpi» agli istituti di credito. E c'è un arrestato residente in Molise.
Si tratta di un giovane bloccato a Montenero di Bisaccia. I tre sono stati raggiunti dagli agenti ed ammanettati dietro l'accusa di rapina a mano armata in concorso. Il blitz della Polizia è scattato nel nell'ambito dell'operazione «Dirty money 2». Il gruppo malavitoso, secondo gli inquirenti, sarebbe responsabile di 13 rapine messe a segno ai danni di altrettanti istituti di credito delle Marche. Una volta «ripuliti» per bene i soli, le banconote venivano subito spese per giocare alle corse dei cavalli e persino al casinò dove le «incursioni» della banda era piuttosto nota e chiassosa. I tre rapinatori non badavano a spese per esaudire i loro desideri e, soprattutto, vizi.
Una volta rimasti a «secco» di denaro, i banditi non ci pensavano due volte a tornare all'attacco. E così si riunivano in casa ed iniziavano a studiare a tavolino il nuovo «colpo» da mettere a segno. Prima di tutto individuavano la banca da svaligiare, poi iniziavano a studiare le abitudini dei dipendenti e del direttore di turno, i sistemi di sicurezza, la posizione del caveau ed altro per poi predisporre il dettagliato piano d'assalto. Due dei delinquenti sono stati raggiunti e bloccati in Abruzzo: uno a Pescara e l'altro ad Alba Adriatica mentre il terzo in Molise, a Montenero Bisaccia. Solo lo scorso anno nel corso del blitz «Dirty Money 1» condotto dal Comando regionale della Guardia di finanza del Molise furono arrestate 14 persone e 10 denunciate. Le indagini, durate un anno, hanno inchiodato alle loro responsabilità 13 campani e due molisani accusati di truffa e riciclaggio di denaro. L'operazione, portata a termine anche con i carabinieri di Isernia, inflisse un duro colpo alla malavita organizzata e determinò lo smantellamento di un sodalizio criminale molto ben organizzato.
Grazie a contatti all'interno dell'Inps, delle Poste e di altri enti pubblici previdenziali, i malviventi ottennero informazioni dettagliate sui destinatari dei finanziamenti. Venivano preparati documenti falsi attraverso i quali quelle somme venivano prima intascate e poi utilizzate come prestiti a commercianti molisani in difficoltà. Questi ultimi, restituendo il prestito, contribuivano ad alimentare i guadagni dell'organizzazione. Le Fiamme Gialle ed i carabinieri scoprirono la stamperia attrezzata allo scopo, protetta da una porta blindata, nella casa campana di uno degli arrestati, considerato il capo della banda.
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28/11/2008