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Legge regionale sul demanio, per la Corte è incostituzionale

Antonella Salvatore



TERMOLI La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge varata dalla Regione Molise (n° 5 del maggio 2006), inerente la disciplina del demanio marittimo.
È di qualche giorno fa la decisione della Corte romana che ha inflitto un nuovo «colpo» agli abitanti di Rio-Vivo Marinelle in lotta davanti ai giudici per il riconoscimento della non demanialità di alcune zone del litorale sud termolese.


A tentare di salvare la situazione, ci aveva pensato l'Amministrazione molisana che aveva dichiarato non demaniale l'area interessata dai sequestri preventivi condotti dalla Capitaneria di Porto di Termoli qualche anno fa. I provvedimenti avallati dal gip del Tribunale di Larino riguardarono oltre 100 residenze dislocate su via Rio-vivo tra appartamenti, scantinati, garages dietro la motivazione della loro realizzazione abusiva, in quanto edificate sul territorio indisponibile dello Stato. La vicenda è stata al centro di non poche polemiche e di una marea di ricorsi presentati presso il Tribunale del Riesame. La situazione ha anche influito sulla lunga serie di processi in corso davanti ai vari Tribunali di Termoli e Campobasso. E sono stati proprio i giudici del capoluogo campobassano a tramettere gli atti della Legge regionale del 5 maggio 2006 dal titolo: «Disciplina delle Funzioni amministrative in materia di demanio e di zone di mare territoriali» presso la Corte Costituzionale dichiarando la illegittimità della normativa in contrasto con quanto previsto dalle disposizioni nazionali.
In particolare la Regione, secondo i ricorrenti, avrebbe violato «la riserva esclusiva di competenza legislativa dello Stato in quanto ha considerato zona indisponibile la spiaggia ed il lido del mare». Il Tribunale di Campobasso contesta la disciplina regionale anche nel passeggio secondo cui «le aree demaniali marittime della costiera molisana e delle antistanti zone del mare ricomprese nel litorale sud, sono individuate dalla linea di demarcazione determinata con apposito verbale nel 1984 della Capitaneria di Porto di Pescara». La decisione della Corte Costituzionale, stabilita nei giorni scorsi, ha destato non poco sconcerto tra gli abitanti di Rio-Vivo Marinelle da anni impegnati in cause penali e civili. Sulla questione è intervenuto il difensore dei residenti della zona, l'avvocato Giovanni Di Giandomenico che, da un lato ha confermato la sentenza della Corte Costituzione ma dall'altro si reputa fiducioso circa l'esito dei processi civili, tuttora in corso per l'esistenza di nuove sentenze in materia su casi molto simili a quello di Termoli. «Con lentezza si arriverà a risolvere questa intricata situazione. Sono fiducioso», ha detto l'esperto di diritto della navigazione.

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22/11/2008










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