Secondo il calendario, che era già stato stilato in Tribunale, la sentenza sarebbe dovuta arrivare al termine del primo mese del nuovo anno. Tempi che, inevitabilmente si allungheranno. Le eccezioni sollevate dai difensori, infatti sono state accolte dalla Corte presieduta da Iapaolo. E così, dopo circa un'ora di camera di consiglio, i togati (che nel frattempo avevano dichiarato contumaci i sei imputati ieri non presenti presso la Caserma Frate) hanno fatto slittare il processo di secondo grado. Omicidio colposo, lesioni colpose, disastro colposo e concorso in falso ideologico. Queste le accuse mosse in primo grado dalla procura di Larino. Sul banco degli imputati c'erano Antonio Borrelli (l'ex primo cittadino del piccolo centro che nel crollo perse la figlia), Carmine Abiuso (imprenditore edile), Giuseppe La Serra (progettista e direttore dei lavori), Giovanni Martino (imprenditore edile), Mario Marinaro (dipendente del Comune di San Giuliano che si occupò della pratica di sopraelevazione della scuola) e Giuseppe Uliano (il titolare dell'impresa appaltatrice del primo lotto dell'istituto). Tutti e sei, durante il primo grado di giudizio, sono stati assolti. «Per questi reati la prescrizione è di sette anni e mezzo - ha detto il capo della Procura generale della Corte d'Appello di Campobasso, Silvano Mazzetti - vedremo come si evolverà la situazione».
«Ci aspettiamo giustizia» ha invece detto il presidente del Comitato vittime Antonio Morelli.
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20/11/2008