I tre furono arrestati il 10 febbraio del 2007, a seguito della denuncia della ragazza, parte lesa nel processo in corso insieme ad una coetanea, che sostenne di aver subito gli abusi nel parcheggio di un centro commerciale ad Isernia. Da quell'accusa i tre vennero assolti ma condannati a cinque anni e, rispettivamente, 4 anni e 8 mesi ciascuno per estorsione e sequestro. I legali dei tre, gli avvocati Giuseppe Ciccarelli del foro di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Giovancarmine Mancini e Franco Mastronardi del foro di Isernia, hanno impugnato quella sentenza in Appello. Sentenza che, all'inizio del processo di ieri, è stata acquisita agli atti su proposta del Pm Alfredo Mattei. L'avvocato della difesa, Franco Mastronardi, si era opposto alla richiesta. Ma il presidente del collegio giudicante, Ferdinandi, dopo una breve camera di consiglio ha ritenuto ammissibile la prova.
Nell'arco dell'udienza sono stati ascoltati i tre, ed unici, testimoni convocati: una insegnante di una delle ragazze, un'assistente sociale che seguiva una delle minori e la neuropsichiatra infantile che fu presente durante l'intero iter giudiziario per la violensa sessuale. È stata proprio la professoressa chiamata a riferire su un tema svolto in classe da una delle ragazze, peraltro acquisito agli atti. L'adolescente si confidò con l'insegnante. Circostanze simili sono emerse anche nelle deposizioni degli altri due testimoni che hanno parlato di «stati emotivi difficili».
Ai due giovani rom viene contestato l'aver estorto alcune centinaia di euro alle minori. Circostanze sulle quali il giudice sarà chiamato a pronunciarsi già dalla prossima udienza fissata per febbraio 2009, al termine della discussione.
R.M.
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20/11/2008