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Randagi, non abbassare la guardia

Daniela Lombardi
CAMPOBASSO Per tutta la mattinata le associazioni animaliste di Campobasso e dell'intera regione, assieme agli amanti degli animali di diverse zone d'Italia, hanno raccolto firme contro il provvedimento del sindaco Di Fabio che vieta di dare da mangiare ai cani in città.

Non si sono accontentati dell'annullamento, da parte del Tribunale amministrativo regionale, dell'ordinanza sindacale: la manifestazione di protesta, organizzata quando questa era ancora «in piedi» a tutti gli effetti, si è tenuta ugualmente, proprio sotto il Comune, affinché le voci del dissenso potessero essere udite da sindaco ed assessori. La vittoria sul piano legale ha già dato ragione alle istanze espresse dalla Lega molisana in difesa del cane, dalla Protezione animali e dall'Associazione amici dei randagi, rappresentati dall'avvocato Umberto Colalillo, ma i sostenitori dei diritti degli animali ritengono che non sia comunque il caso di abbassare la guardia. Ed ormai si sentono forti anche dell'appoggio di un cospicuo numero di persone: il documento approntato dall'amministrazione ha infatti già scatenato una vera e propria «bagarre» sulla stampa nazionale, nelle trasmissioni televisive, su internet. La rete è stata utilizzata da migliaia di cittadini di ogni parte della penisola che hanno dedicato frasi non certo lusinghiere ai rappresentanti della città. Come quelle scritte sugli striscioni che campeggiavano sullo stand di raccolta firme allestito ieri mattina in Piazza Municipio. Ad essere presi di mira, in particolare, sono stati il sindaco e l'assessore con delega ai problemi del randagismo, Michele De Santis. «Siamo la vergogna di tutta Italia, grazie», si leggeva a chiare lettere su più di uno striscione. «Chi ci amministra manca totalmente di sensibilità», ha dichiarato più di una delle persone che hanno apposto la propria firma per dire all'ordinanza che «affama» i randagi rischiando di incattivirli e renderli pericolosi per la pubblica incolumità.

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16/11/2008










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