All'appuntamento è già pronta ad aderire la maggior parte degli operatori della zona, alcuni dei quali hanno intenzione di presentare nuove richieste di dilazione per quanto concerne il pagamento dei canoni, decuplicati due anni fa e tuttora al centro di non poche polemiche da parte della categoria, impossibilitata a versare le grosse somme. Un operatore termolese è chiamato non solo a versare 100 mila euro, ma il 5 per cento della somma dovrà liquidarla anche alla Regione Molise. Una situazione divenuta insostenibile. Al centro della discussione in Municipio le spiagge libere che devono tornare ad essere presenti sulla costa molisana nonchè le problematiche attinenti gli stabilimenti balneari. Tra queste, lo spazio a disposizione di ciascun lido, la distanza degli ombrelloni, la richiesta di nuove eventuali aree sia sul lungomare nord che sud e la richiesta di predisporre i pannelli solari. «I pannelli solari sugli stabilimenti balneari in altre zone d'Italia rappresentano una realtà efficiente che consente risparmio e maggiore rispetto per la natura». Alcuni concessionari demaniali sono contrari al Piano spiagge comunale ed alle modifiche apportate al Piano degli Arenili originario dalla Regione Molise con una delibera di Giunta approvata senza informare la categoria lo scorso dicembre, proprio perché interessati ad intraprendere la via delle energie alternative e rinnovabili. «L'attuale Piano spiagge comunale non ci piace è un doppione del Piano degli arenili e, tra l'altro, vieta l'uso di energie alternative come i pannelli solari sui lidi che risultano, invece, un percorso interessante da intrapredere anche in questa zona», hanno dichiarato alcuni titolari di stabilimenti del lungomare nord. Il ricorso ai pannelli solari è considerato interessante da più di qualche imprenditore locale ed il divieto imposto dal documento di programmazione locale non è stato «digerito» da più di qualche balneatore. «Oltre al divieto dei pannelli solari che è, invece, un sistema guardato con sempre maggiore attenzione dagli operatori turistici della zona, l'annullamento della delibera regionale restituisce al pubblico uso alcune spiagge libere e ai Comuni costieri, unici depositari delle tradizioni turistiche e marinare, il diritto di decidere le sorti del proprio territorio e il dovere di essere sentinella dello stesso», ha aggiunto il Presidente dell'Associazione Non Solo Mare Luigi Napolitano.
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12/11/2008