Anche nel caso cui il mondo assiste in questi giorni, c'è una scuola che crolla. Anche in questo caso, l'edificio era stato da poco ristrutturato e si voleva aggiungere un piano a quelli già esistenti. Ma soprattutto, anche in questo caso, le vittime sono bambini ed insegnanti che si erano recati, come ogni giorno, a svolgere il proprio dovere: quello di imparare, per gli uni, quello di insegnare le basi per costruire il futuro, per gli altri. Non poteva che nascere, spontanea ed immediata, una reazione dei genitori delle piccole vittime del crollo di San Giuliano. Una reazione racchiusa tutta in un messaggio di solidarietà che si apre con il ricordo, evocato dalle immagini di tutti i telegiornali, dei tragici giorni del 2002. «Ancora una scuola ristrutturata che crolla. Ancora sangue, dolore, sgomento, lutti. Immagini che colpiscono nel profondo del cuore, ricordi mai sbiaditi che tornano nella nostra mente. Vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà, il nostro affetto a quei genitori che come noi stanno vivendo un dramma, privati del bene più prezioso: i figli», è l'incipit della lettera. Ma non è solo tempo di rimpianti, per i genitori del Comitato. Quello che giunge, forte e chiaro, ancora una volta, è un appello rivolto «alle autorità di tutto il mondo». «Fermate questa mattanza di piccoli innocenti», è l'urlo tradotto in parole scritte. L'unica soluzione possibile, ancora una volta, è quella di mettere in sicurezza le scuole. «Non bisogna mai abbassare la guardia, perché il pericolo è dietro l'angolo. Invitiamo tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali a prendere coscienza e ad impegnarsi affinché immagini come quelle che abbiamo rivisto non si ripetano più», dicono come fanno ormai da 6 anni i membri del Comitato di San Giuliano.
Dani.Lo.
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11/11/2008