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L'azienda non ha ancora annunciato la ripresa della produzione. A fine ottobre il pagamento della cassa integrazione

Cantieri navali, i timori dei sindacati
Termoli Dopo l'incontro con i vertici della struttura, la Fiom Cgil lancia l'allarme

Antonella Salvatore



TERMOLI Cantieri navali: pende un pesante punto interrogativo sul futuro dell'azienda situata sulla banchina di nord-est del porto e dei lavoratori. La Fiom-Cgil all'indomani dell'incontro tenuto con i vertici dell'impresa, lancia l'allarme sulla pesante crisi che non accenna ad essere mitigata o risolta dagli amministratori, impossibilitati fino a questo momento ad ottenere liquidità per chiudere le varie commesse.

Insomma la mancanza di capitali da investire nei cantieri avrebbe determinato l'attuale quanto pesantissima situazione. Il rappresentante della Fiom, Michele Di Biase «alza i veli» sul «brutto andazzo» dell'officina. «Resta l'incognita sulle prospettive future e la ripresa delle attività lavorative, infatti l'azienda ancora non ha la visibilità per poter dare delle garanzie sui tempi di una eventuale ripresa delle produzioni - ha detto Di Biase che segue da anni da vicino le problematiche dei Cantieri termolesi -. Noi del sindacato insieme ai lavoratori, fortemente preoccupati cominciamo a chiederci se i restanti sei mesi di cassa basteranno alla direzione dei cantieri per rilanciare le attività produttive». In un momento di forte difficoltà non mancano le polemiche. A scatenarle gli stessi operai molti dei quali padri di famiglia lasciati a casa a causa della cig a zero ore ed altri, una ventina, circa sempre chiamati a lavorare. Una situazione che non è affatto piaciuta ed ora al centro di non pochi veleni. La Fiom chiede ufficialmente agli amministratori dell'azienda di applicare il turn-over tra i lavoratori così da permettere a tutti i dipendenti di lavoratore e guadagnare qualcosa per poter tirare avanti. «Va detto che durante tutto il periodo di crisi, circa 15-20 lavoratori hanno continuato a lavorare, e a nulla sono servite le nostre richieste di applicare la rotazione - ha proseguito Di Biase -, infatti i lavoratori che non hanno più varcato i cancelli della cantieri navali di Termoli, se non per firmare i cedolini della cassa, sono sempre gli stessi. Ancora una volta rinnoviamo all'azienda l'invito ad applicare la rotazione, tendo anche conto dei carichi familiari". Intanto solo da poco, a fine ottobre, gli operai hanno percepito le mensilità arretrate di 6 mesi di cassa integrazione a zero ore. «Dopo i primi dodici mesi che non sono bastati alla società per riprendere l'attività lavorativa, si è proceduto con 8 mesi di cassa in deroga, anche questa ulteriore concessione di ammortizzatori sociali - ha concluso Di Biase - non è bastata ancora all'azienda per risolvere i propri problemi, quindi si è proceduto ad attivare altri 12 mesi di cassa integrazione guadagni straordinaria dal 1° aprile 2008 a 31 marzo 2009, sempre a zero ore e per tutti i 50 dipendenti».

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09/11/2008










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