Insomma la mancanza di capitali da investire nei cantieri avrebbe determinato l'attuale quanto pesantissima situazione. Il rappresentante della Fiom, Michele Di Biase «alza i veli» sul «brutto andazzo» dell'officina. «Resta l'incognita sulle prospettive future e la ripresa delle attività lavorative, infatti l'azienda ancora non ha la visibilità per poter dare delle garanzie sui tempi di una eventuale ripresa delle produzioni - ha detto Di Biase che segue da anni da vicino le problematiche dei Cantieri termolesi -. Noi del sindacato insieme ai lavoratori, fortemente preoccupati cominciamo a chiederci se i restanti sei mesi di cassa basteranno alla direzione dei cantieri per rilanciare le attività produttive». In un momento di forte difficoltà non mancano le polemiche. A scatenarle gli stessi operai molti dei quali padri di famiglia lasciati a casa a causa della cig a zero ore ed altri, una ventina, circa sempre chiamati a lavorare. Una situazione che non è affatto piaciuta ed ora al centro di non pochi veleni. La Fiom chiede ufficialmente agli amministratori dell'azienda di applicare il turn-over tra i lavoratori così da permettere a tutti i dipendenti di lavoratore e guadagnare qualcosa per poter tirare avanti. «Va detto che durante tutto il periodo di crisi, circa 15-20 lavoratori hanno continuato a lavorare, e a nulla sono servite le nostre richieste di applicare la rotazione - ha proseguito Di Biase -, infatti i lavoratori che non hanno più varcato i cancelli della cantieri navali di Termoli, se non per firmare i cedolini della cassa, sono sempre gli stessi. Ancora una volta rinnoviamo all'azienda l'invito ad applicare la rotazione, tendo anche conto dei carichi familiari". Intanto solo da poco, a fine ottobre, gli operai hanno percepito le mensilità arretrate di 6 mesi di cassa integrazione a zero ore. «Dopo i primi dodici mesi che non sono bastati alla società per riprendere l'attività lavorativa, si è proceduto con 8 mesi di cassa in deroga, anche questa ulteriore concessione di ammortizzatori sociali - ha concluso Di Biase - non è bastata ancora all'azienda per risolvere i propri problemi, quindi si è proceduto ad attivare altri 12 mesi di cassa integrazione guadagni straordinaria dal 1° aprile 2008 a 31 marzo 2009, sempre a zero ore e per tutti i 50 dipendenti».
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09/11/2008