Un entusiasmo che ha portato la squadra molisana in duplice vantaggio contro una delle squadre più temibili del torneo: «Eravamo partiti bene con questo 2-0 - ha spiegato Agovino - e avevamo un pò sognato in questa impresa, perchè è di impresa che si sarebbe parlato se avessimo vinto. E poi, invece, capisci dai piccoli segnali che le cose potrebbero cambiare: quando ho visto sullo scadere del primo tempo entrare quella palla di Giandomenico in porta, mi sono girato verso la panchina è ho detto: «Ragazzi, adesso questa la perdiamo». Ma nonostante tutto l'undici di Agovino ha continuato a lottare fino alla fine, nonostante la formazione altamente rimaneggiata e una rosa carica di fuoriquota: «Quando parliamo di assenze - ha sottolineato -, parliamo di sei titolari, dell'ossatura della squadra e devo fare veramente i complimenti, invece, a questi giovani che sono dei ragazzi che mi stupiscono ogni giorno». Giocare bene, però spesso non basta: «É la terza volta che usciamo tra gli applausi: Fano, Campobasso e oggi (ieri) qui a Città Sant'Angelo e non prendo un punto, m'aspettavo che qualche punticino arrivasse. Pare che chi gioca bene, raccolga poco in questo momento!». E poi arriva un complimento per tutti i tifosi agnonesi e per la città intera: «L'anno scorso allenavo in Campania: allenare il Savoia è come allenare il Real Madrid: per tutte le persone che ci sono, lì non puoi neppure sbagliare la partitella amichevole del giovedì, ti fischiano per un passaggio sbagliato durante la settimana, a volte leggi negli occhi dei giocatori il terrore. Invece Agnone è una città tranquilla, ti fanno lavorare bene: questo dà serenità all'allenatore e a tutto l'ambiente e poi, come si nota, i risultati si vedono».
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20/10/2008