Ultime notizie Molise
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

CITTA' SANT'ANGELO Un'Agnonese che può uscire a testa alta ...

CITTA' SANT'ANGELO Un'Agnonese che può uscire a testa alta dal Comunale di Città Sant'Angelo, consapevole, nonostante le grandi assenze, di aver disputato un'ottima gara: «Sì è vero, abbiamo tante assenze illustri che, però, a vedere come stiamo giocando, in questo momento non pesano assolutamente - ha detto a fine gara il mister Massimo Agovino - Questo perché l'Agnonese è una squadra battagliera, una squadra che ci mette il cuore oltre alle gambe che fa dell'intensità, dell'emozione e dell'entusiasmo veramente un'arma letale».


Un entusiasmo che ha portato la squadra molisana in duplice vantaggio contro una delle squadre più temibili del torneo: «Eravamo partiti bene con questo 2-0 - ha spiegato Agovino - e avevamo un pò sognato in questa impresa, perchè è di impresa che si sarebbe parlato se avessimo vinto. E poi, invece, capisci dai piccoli segnali che le cose potrebbero cambiare: quando ho visto sullo scadere del primo tempo entrare quella palla di Giandomenico in porta, mi sono girato verso la panchina è ho detto: «Ragazzi, adesso questa la perdiamo». Ma nonostante tutto l'undici di Agovino ha continuato a lottare fino alla fine, nonostante la formazione altamente rimaneggiata e una rosa carica di fuoriquota: «Quando parliamo di assenze - ha sottolineato -, parliamo di sei titolari, dell'ossatura della squadra e devo fare veramente i complimenti, invece, a questi giovani che sono dei ragazzi che mi stupiscono ogni giorno». Giocare bene, però spesso non basta: «É la terza volta che usciamo tra gli applausi: Fano, Campobasso e oggi (ieri) qui a Città Sant'Angelo e non prendo un punto, m'aspettavo che qualche punticino arrivasse. Pare che chi gioca bene, raccolga poco in questo momento!». E poi arriva un complimento per tutti i tifosi agnonesi e per la città intera: «L'anno scorso allenavo in Campania: allenare il Savoia è come allenare il Real Madrid: per tutte le persone che ci sono, lì non puoi neppure sbagliare la partitella amichevole del giovedì, ti fischiano per un passaggio sbagliato durante la settimana, a volte leggi negli occhi dei giocatori il terrore. Invece Agnone è una città tranquilla, ti fanno lavorare bene: questo dà serenità all'allenatore e a tutto l'ambiente e poi, come si nota, i risultati si vedono».

Vai alla homepage

20/10/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro