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Che ne sa il sindaco dell'apertura della casa dello studente?

Fabio Zampetti
ISERNIA Isernia città delle false inaugurazioni. In effetti, basta andare un po' a ritroso nel tempo e subito balza in mente la Casa dello Studente, l'area archeologica sottostante la Cattedrale, l'Acqua sulfurea. E ancora: tra le opere incompiute vi è la video sorveglianza e la Zona a traffico limitato al centro storico, i vari palazzi da riattare e da utilizzare, come sostenuto da tempo, per uffici pubblici.

E l'elenco potrebbe continuare.
In più, ricordate la coincidenza dei tagli del nastro di tutte tali opere? Beh, eravamo a poche ore, al massimo giorni, dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Palazzo San Francesco (27/28 maggio 2007. Sì, ne è passato del tempo. E i chiavistelli sono ancora lì.
«A Isernia — denuncia il consigliere comunale Michele Antenucci (Pd) funziona tutto al contrario, prima si inaugurano le cose, poi si lasciano abbandonate per anni e, poi, forse si completano i lavori, quando ormai è tutto rovinato e bisogna rifarli. Spesso assistiamo al solito scrica barile, o si dice che si sta aspettando l'autorizzazione di qualcuno oppure l'approvazione di qualcos'altro. Una sola cosa è chiara — aggiunge Antenucci — e cioè che queste opere nessuno le ha regalate alla città ma le hanno pagate i cittadini. Le strutture che costruiamo e che inauguriamo, come il risultato di tanti sacrifici, chiaramente devono servire alla cittadinanza. Evidentemente — dice ancora il consigliere Pd - se stanno lì senza essere utilizzate non sono così necessarie».
Tutto sbarrato. Per ognuno dei siti ci sarebbe tuttora un cavillo "insormontabile". Una convenzione da stipulare, ulteriori fondi da reperire, diatribe da risolvere. E, come sostiene — a ragione — il consigliere Antenucci tali strutture, abbandonate a se stesse, stanno subendo i segni del tempo. Cosa bisogna attendere? Mica si possono aspettare le prossime elezioni comunali!

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08/10/2008










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