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La sentenza letta nella tarda mattinata. Esclusa l'aggravante della premeditazione

Uccise a fucilate il nipote, pena ridotta in Corte d'Appello

Cosimo Santimone



CAMPOBASSO 14 anni di reclusione: questa la pena inflitta nella mattinata di ieri in corte d'Appello a Costantino Lombardo, il pensionato già condannato in primo grado a venti anni di carcere per aver ucciso, nell'estate del 2006 a Portocannone, il nipote Umberto Bevilacqua con una fucilata in pieno volto.

La sentenza è stata letta dal giudice Iapaolo dopo una breve camera di consiglio. Una diminuzione poichè le attenuanti sono risultate prevalenti sulle aggravanti (è stata esclusa la premeditazione). Una sentenza che gli avvocati non hanno voluto commentare, lasciando in tutta fretta il tribunale del capoluogo. I familiari della vittima invece hanno espresso tutto il loro disappunto per una sentenza che hanno definito «ingiusta». L'omicidio, come detto, è avvenuto nella serata del 13 luglio del 2006. Al termine di un violento litigio tra zio e nipote. L'ennesimo, poichè tra i due da tempo non correva buon sangue. Alla base delle liti una vecchia questione di confini e di una strada di passaggio. E quella sera Costantino Lombardo dopo aver discusso animatamente con il nipote, si girò di scatto ed andò via. Il settantenne tornò a casa e prese il fucile da caccia. Poi si recò nuovamente in contrada Difensuola, alla periferia di Portocannone dove c'era Umberto Bevilacqua, 37 anni. Una volta qui Lombardo ha imbracciato il fucile e ha sparato da distanza ravvicinata al viso del nipote. Testimone dell'omicidio, un amico dello sfortunato Umberto. Il giovane immediatamente allertò i soccorsi (i volontari della Misericordia però non poterono far altro che constatare la morte del 37enne) mentre lo zio, coperto di sangue, si costituì ai Carabinieri del paese. In stato di choc il pensionato fu trasportato all'ospedale civile di Termoli. Processato, come detto, in primo grado, Costantino Lombardo fu condannato a venti anni di reclusione. La decisione fu presa dal giudice Colantonio a conclusione del rito abbreviato.

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08/10/2008










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