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Giudiziaria

Calunnia, diffamazione e falso, prosciolto da ogni accusa il Capitano Antonio Bandelli

Cosimo Santimone



CAMPOBASSO Ancora un'assoluzione per il capitano Antonio Bandelli, l'ufficiale dell'Arma che ha servito la Benemerita in Molise per diversi anni ed è divenuto famoso, nella regione, per aver condotto l'inchiesta denominata «Piedi d'Argilla» sulla variante di Venafro.


Il capitano era stato accusato di calunnia, falso ideologico e diffamazione ai danni dell'ex maggiore dei Carabinieri De Angelis. Ma nella mattinata di ieri il Gup Pepe ha letto la sentenza di non luogo a procedere «perchè il fatto non sussiste». La vicenda è sorta quando, nell'ambito delle indagini sulla variante di Venafro, il Capitano (all'epoca Tenente a Venafro, adesso invece si trova a Foggia), stando alla tesi mossa dall'accusa, avrebbe inviato alla DDA di Campobasso una informativa di reato con la quale veniva «accusato» l'ex maggiore dei Carabinieri De Angelis. Un castello accusatorio che però è stato smontato dall'avvocato difensore del Capitano Bandelli, il legale del foro di Campobasso Arturo Messere.
«É una sentenza corretta - ha detto l'avvocato Messere dopo la pronuncia definitiva del Gup Pepe - che fa giustizia dell'operato di un servitore dello Stato che ha adempiuto continuamente sempre e solo al proprio dovere».

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01/10/2008










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