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La personale allestita in occasione del «X Settembre»

Storie di guerra, frammenti di ricordi nei dipinti di Gian Marco Montesano

ISERNIA In concomitanza alle celebrazioni sulla commemorazione dei caduti nel bombardamento del 10 settembre del '43, la cittadina di Isernia da testimonianza di un frammento drammatico e devastante della sua storia ed al contempo del contegno eroico e dignitoso del suo dopoguerra.

Lo celebra attraverso l'allestimento di una mostra di dipinti di Gian Marco Montesano, artista che eredita le testimonianze di un passato caratterizzato dalle dittature di comunismo e nazismo e narrato dal nonno paterno, il capitano isernino Raffaele Montesano. La devastante seconda guerra mondiale descritta con una pennellata di speranza di un futuro senza conflitti, è presente nella memoria e nei quadri di Montesano: tre dipinti realizzati appositamente per l'occasione evidenziano già nei titoli (Spes, Caritas e Fides) quel senso di resurrezione che la cittadina, in mezzo ad un quadro di rovine sordo perché dallo stile acromatico- spiega il critico Luca Beatrice, curatore della mostra presso il Maci ad Isernia-sentì suo nel momento coraggioso della ricostruzione. Gian Marco Montesano è narratore sincero di storie dipinte, deliziosi quadretti dei caffé parigini (Parigi diverrà il suo punto di riferimento culturale irrinunciabile) di momenti rubati al cinema in bianco e nero, di frammenti di infanzia che sopravvivono anche attraverso il ritratto del volto fiero ed orgoglioso del capitano Montesano. La mostra definita "I Montesano di Montesano"è stata quindi inaugurata presso il museo d'arte contemporanea ad Isernia, in via Berta presso l'edificio della Provincia, alla presenza delle massime autorità della cittadina e grazie all'organizzazione di Emilia Vitullo e del direttore Pietro Campellone ed alla collaborazione dei dirigenti dell'amministrazione provinciale di Isernia. Sarà possibile visitarla, perché aperta al pubblico, sino al prossimo 19 dicembre. E' il mio ritorno alle origini- ha detto Montesano- a seguito di un gran giro girovagante nel mondo (a Bologna ha il suo studio, a Pescara dirige il teatro stabile di ricerca). La cittadina di Isernia chiude un cerchio magico in cui si collocano i dipinti presentati all'interno della mostra che rappresentano una collezione paradossale ed improbabile: la mia collezione di Montesano.
Sil.Dec.

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12/09/2008










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