Aneddoti, spaccati di vita quotidiana, ricordi di un vissuto intenso anche se quasi sempre sofferto. Perché se il più grande amore fu la sua famiglia nella stessa ritrovò la più grande tragedia per un padre. La morte del figlio. Così Zio Emilio è potuto rivivere, per qualche ora, tra i tantissimi presenti che lo hanno conosciuto. Una figura d'altri tempi che ogni mattina attraversa il Corso, allora c'era solo quello che oggi viene definito vecchio ma che racconta decenni e decenni di storia cittadina. Tante le tappe, ognuna con il suo significato profondo. L'edicola, l'ufficio postale, il forno, i tantissimi amici con tappe mattutine obbligate da Francesco ed Antonietta. Il saluto referente alle istituzioni, in particolare ai carabinieri Spaccati di vita quotidiana raccontati in tante delle sue opere. Perchè si rendeva conto che poco continuava a sopravvivere e pertanto era necessario, almeno quel poco, ricordarlo attraverso gli scritti. Considerando che Emilio Spensieri aveva vissuto oltre i tragici eventi bellici anche quelli del fenomeno migratorio che cambiarono completamente volto alla cittadina e non solo sotto l'aspetto numerico ma perché con le famiglie vinchiaturesi andavano via definitivamente la storia, le origini. Ed il poeta così li volle accomunare tutti, chi era partito e quei pochi rimasti…ggente ch'ancora sente la crijanza e a la parola ammessa ru sorrise. Ed è emblematico che Angela Spensieri abbia voluto ricordare una delle tante poesie sulla emigrazione e sui suoi perché. Ricordandoci e ricordando a tutti che ora siamo noi a vivere il fenomeno inverso. Perché sembra che l'emigrazione delle intelligenze non faccia più notizia da noi.
Lucio Renzi
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27/08/2008