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TERMOLI Si fa sempre più intensa l'azione di prevenzione e repressione della Capitaneria di porto.
In questi giorni gli uomini sono stati impegnati in due importanti operazioni.
La prima ha riguardato il contrasto alla pesca di frodo.
Una segnalazione, giunta tramite una telefonata alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Termoli, al Comando del Capitano di Fregata Antonio Sartorato, ha «denunciato» la presenza di pescatori intenti nella cattura di numerosi esemplari di echinoidi in località Rio Vivo.


Il personale militare, appena arrivato in zona per verificare la segnalazione, ha in effetti «beccato» due pescatori di frodo che avevano appena «prelevato» circa 2000 echinoidi, quelli cioè che comunemente vengono chiamati «ricci di mare».
La normativa vigente, che era dunque stata violata, prevede invece che i pescatori non professionali possano «raccogliere» un massimo di cinquanta esemplari.
Pesanti le sanzioni comminate ai due trasgressori: nei loro confronti sono state elevate sanzioni amministrative di 1032 euro ciascuna ed inoltre la Capitaneria ha proceduto al sequestro dell'attrezzatura da pesca utilizzata e dei prodotti ittici, che essendo ancora in vita sono stati «restituiti» al mare.
Presso uno stabilimento balneare del litorale è stata invece accertata una diversa destinazione d'uso di zona demaniale marittima.
In particolare, venivano somministrati al pubblico generi alimentari all'interno di un locale che non poteva essere utilizzato per tale attività, in quanto privo di autorizzazione sanitaria. Il concessionario, anche in questo caso, ha ricevuto una sanzione amministrativa di 1032 Euro.
Da.Lo.

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08/08/2008










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