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Mariella Spaziano
ISERNIA Il 5 settembre prossimo si terrà al Tribunale di Isernia l'udienza per il giuramento di un nuovo tecnico incaricato di partecipare all'incidente probatorio sui coltelli sequestrati nell'abitazione del 24enne di Letino (Caserta) in carcere perché ritenuto responsabile dell'omicidio di una prostituta brasiliana a Isernia.

L'incidente probatorio si svolgerà nei laboratori del Ris di Roma. Saranno compiuti esami irripetibili anche sugli abiti e scarpe del giovane indagato per omicidio volontario nei confronti di Marinalba Costa e Silva, la 48enne assassinata con un colpo di fendente al petto in un monolocale di Isernia dove si prostituiva. Il 24enne della provincia di Caserta era uno dei suoi clienti e l'avrebbe uccisa in un raptus di follia scatenato o da un mancato "sconto" richiesto a Marina o dal fatto che la prostituta lo derideva perché lui soffriva di eiaculazione precoce. Particolare confermato anche dalla fidanzata del giovane e da un'intercettazione ambientale nella sua auto. Intanto i legali difensori del 24enne preparano il ricorso in Cassazione, dopo che il Riesame di Campobasso ha rigettato l'istanza di scarcerazione. Gli avvocati Giuseppe Stellato e Claudio Sgambato, del Foro di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), contestano le procedure adottate dagli inquirenti nei giorni che hanno preceduto l'arresto del loro assistito. In pratica secondo gli avvocati non poteva essere ascoltato senza la presenza di un legale e non poteva essere sottoposto al prelievo del Dna se non era indagato. Sostengono, inoltre, che a carico del 24enne ci sono solo indizi come le sigarette fumate nel monolocale della vittima, per esempio. O le telefonate al cellulare di Marina il 6 marzo scorso, giorno i cui è stato commesso l'omicidio. Difficile sarà smontare l'accusa basata anche sul falso alibi fornito dal giovane agli inquirenti. Lui in Procura ha raccontato che il 6 marzo era stato sempre a Letino. Clamorosamente smentito dai tracciamenti telefonici. Perché ha mentito? E' stato lui a colpire al petto Marinalba o copre qualcuno? Il caso di vico Terzo Belvedere, dal nome della strada dove si trova il monolocale dell'orrore, non è ancora vicino al capitolo finale. Che ruolo ha avuto il cugino del giovane della provincia di Caserta nella vicenda? Anche lui è coinvolto perché indagato per favoreggiamento. E ancora perché la fidanzata del 24enne aveva uno dei due telefonini di Marinalba? E l'altro che fine ha fatto?

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06/08/2008










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