La coesione sociale che deve rappresentare, nell'ambito delle politiche pubbliche, il fattore di solidarietà e di equilibrio a garanzia di tutti i cittadini (lavoro, sicurezza sociale, diritti dei lavoratori, pari opportunità, lotta alla esclusione e alla discriminazione) in Molise scarseggia, specie nella parte relativa alla tutela dei gruppi sociali più vulnerabili.
I dati (2008) recentemente diffusi dall'ISTAT, sulle forze di lavoro in meridione denotano una sensibile diminuzione nel settore dell'industria e si caratterizza sempre più, la divaricazione fra sud-nord.
I risultati dell'indagine dimostrano, una situazione assai allarmante dell'impoverimento strutturale del sud, che si allontana in maniera preoccupante sempre più dal nord. Infatti, secondo dati recenti "Eurostat" il nord Italia vanta un pil procapite paragonabile o superiore a quello dell'Inghilterra, della Germania, della Svezia e della Francia; il mezzogiorno invece con le sue 8 Regioni ha un reddito pro capite inferiore al 75% di quello medio Europeo.
Il Molise, come altre Regioni del meridione, ripetiamo non è una Regione sistemica; pecca in coerenza ed è basso il livello di reddito delle famiglie. I consumi frenati dalla scarsa progressione del reddito e dall'aumento cospicuo dei prezzi, incidono negativamente sulle famiglie a reddito più basso. È nota la conflittualità politica continua, non è chiaro lo sviluppo di una politica legislativa stabile e consequenziale. I fatti che si succedono giornalmente, sono la dimostrazione di quanto da noi scritto.
Quello che in Molise difetta è lo strumento di base (istituzionale) per l'analisi strategica complessiva; in altre parole, ci riferiamo al processo valutativo in generale dell'economia, di cui la Regione ha il dovere e l'obbligo di conoscere e di seguire attentamente.
Rimane inoltre da considerare il fatto che la politica Regionale e la società civile che conta in Molise, hanno dimenticato i più indigenti, i diseredati, cioè le persone più indifese e più deboli: gli anziani soli, i soggetti senza famiglia e in condizioni disperate, i giovani senza lavoro, le famiglie con soggetti in gravi difficoltà, le donne con minori a carico.
Tutta gente che vive ai margini della società civile, che non può contare su un adeguato e logico sistema di risposte pubbliche e che hanno perduto il senso dell'etica e della morale, poiché caduti in circuiti di estrema povertà, di esclusione senza speranza.
Il Molise, come tutte le altre Regioni meridionali, già gravate da problemi antichi di natura strutturale, si trova ora costretta ad affrontare una crisi di natura globale, che investe l'economia mondiale e che nelle ultime settimane si è ulteriormente accentuata.
È recentissima la notizia, comunicata dall'ISTAT, che la nostra produzione nazionale nel mese di Maggio 2008 è scesa del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2007.
Secondo il centro-studi di Confindustria, nella prima metà del 2008 la caduta della nostra produzione industriale è stata dell'1,3%. È logico ipotizzare allora che l'economia italiana è avviata verso una spirale preoccupante e perversa, che giunge da molto lontano.
La crisi dei subprime Americana, unita al prezzo del petrolio, delle materia prime, e dei beni durevoli ha effetto in tutti i paesi Europei, comprimendo i consumi e la domanda interna. Il tasso annuo di inflazione nella zona euro è arrivato al 4% il massimo livello dal 1999. È desolante il fatto che in Europa, siamo agli ultimi posti; peggio di noi solo il Portogallo e la Grecia.
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21/07/2008