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Convegno Si celebra il 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo

Isernia e Douz, civiltà diverse si confrontano

Deborah Di Vincenzo
ISERNIA Accettazione, tolleranza, rispetto per ciò che è diverso. Sono i principi che animeranno domani il convegno sul tema «Isernia-Douz, incontro tra due civilità». L'evento, che sarà ospitato presso la sala consiliare di Palazzo San Francesco, è stato organizzato per celebrare il 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

Il capoluogo pentro è una delle poche città italiane che ha deciso di ricordare questo importante anniversario. E lo farà mettendosi a confronto con una realtà completamente diversa dalla nostra: quella tunusina. La città da qualche anno è gemellata con Douz, e questa sarà una nuova occasione di incontro e scambio.
I dettagli della manifestazione sono stati illustrati ieri, nel corso di una conferenza stampa dall'assessore alla Cultura del Comune di Isernia Giovancarmine Mancini e da Maria Franca Martino, promotrice dell'iniziativa.
L'appuntamento, si diceva, è fissato per domani pomeriggio. Al convegno prenderanno parte il sindaco della città Gabriele Melogli, l'assessore regionale alle Politiche Giovanili Angela Fusco Perrella e Giuditta Lembo, consigliera di Parità e coordinatrice della rete regionale Antiviolenza. Ospiti dell'evento saranno anche Mhammed Hassine Fantar (titolare della Cattedra del presidente Ben Alì per il diaologo delle Civiltà e delle Religioni e senatore della Repubblica Tunisina) e Faouzi Ben Hamed, deputato del parlamento tunisino (già sindaco di Douz e direttore del Festival Internazionale del Sahara).
Nel corso dell'incontro sarà anche presentato il libro realizzato da Maria Franca Martino dal titolo: «Diritti Umani 2008, tam-tam afro antigliese».
«Douz, nel cuore dell'oasi fra le dune del grande sud tunisino, già deserto del Sahara, Isernia, fra le colline alberate del centro meridione d'Italia — scrive la Martino nella sua opera —. Due mondi separati dallo stesso mare, vicini, lontani. Diversi per vicende storiche, filosofie di vita, religioni, abitudini ancestrali, ma fatti di uomini che continuano al tempo stesso a cercarsi per scoprirsi e conoscersi, divenire amici e — se possibile — amarsi invece di combattersi. All'incontro e al rispetto delle diverse civiltà contro qualunque forma di frustrazione della dignità umana, in qualunque angolo della terra, dedico il mio libro in questo anno 2008 che celebra il 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948».

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16/07/2008










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