Quella che vien fuori dall'indagine è una situazione «di piena emergenza». Sono circa 12 milioni gli anziani in Italia (considerati tali dai 65 anni in su). Di questi, 64% coniugato (82% uomini e 48% donne), 28% vedovo (10% e 41,4%), 7% celibi. Circa 2.500.000 non sono autosufficienti con particolare incidenza al nord (18,4% in Lombardia) e meno al sud (11% in Molise) e solo il 3,5% sono assistiti dallo Stato domiciliarmente in Italia a fronte del 20% di Norvegia, Svezia e Danimarca. Infine il 33% fa fatica a sostenere le spese mediche.
«Ogni giorno, in ogni momento, - spiegano i matrimonialisti - si perpetrano forme subdole di violenza e prevaricazione anche nei confronti degli anziani, vessati economicamente e sentimentalmente, utilizzati come baby sitter, controllati nelle loro scelte economiche e di relazioni interpersonali. Ma la solitudine, quella voluta e imposta dagli altri, è una delle più devastanti forme di violenza».
Nel 30% dei casi gli anziani acquistano le case per i propri figli o li avviano ad attività professionali o commerciali. Nel Mezzogiorno le pensioni degli anziani consentono la sopravvivenza di interi nuclei familiari e - aggiunge l'Associazione - nel 50% dei casi gli anziani si occupano dei nipotini, soprattutto in estate quando i bambini non vanno a scuola, per risparmiare su baby-sitter o centri estivi.
In cambio, gli anziani hanno poco o niente: quando si trovano in difficoltà spesso sono affidati a badanti, indirizzati verso le case-albergo o lasciati soli. Anche questo fenomeno - ribadiscono i matrimonialisti - lievita nel periodo estivo: lo svuotamento delle città aumenta il senso di solitudine e di abbandono. A Roma e Milano risultano carenti le attività ricreative e culturali dedicate al mondo della terza età gratuitamente usufruibili dagli anziani. Nel sud tale fenomeno è meno grave: spesso gli anziani vivono in famiglia, le città si svuotano meno rispetto a quelle del nord ed esiste un diverso grado di solidarietà sociale atteso che spesso gli anziani in difficoltà vengono curati anche dai vicini di casa.
Almeno un milione di anziani - aggiungono i matrimonialisti - convive con badanti, in gran parte straniere, non avendo più riferimenti familiari. Di qui il costante fenomeno dei matrimoni tra nonnini e giovanissime ragazze per lo più provenienti dall'est europeo. Spesso i familiari si ricordano di loro solo quando li «utilizzano» per i nipotini o quando si accorgono di aver perso parte dei beni in favore delle nuove compagne conviventi.
Di conseguenza aumentano le procedure finalizzate al blocco dei beni avviate da familiari interessati soltanto alla loro fetta di eredità. E d'estate purtroppo aumentano le denunce per abbandono di anziani in condizioni precarie e anche il ritrovamento di anziani morti dopo giorni o addirittura settimane.
Triste il quadro tracciato dall'associazione matrimonialisti dunque. Lavorare per una vita intera, comprare una casa risparmiando su qualunque cosa, crescere dei figli, andare in pensione e poi ricominciare tutto dall'inizio: sostenere i figli mentre cercano un lavoro, fare da balia ai nipotini, tirare avanti con una pensione troppo bassa e, sempre più spesso, ritrovarsi con i figli che tornano dalla mamma con una unione fallita alle spalle.
Vai alla homepage
14/07/2008