Posizioni quasi intransigenti da una parte e promesse che la restituzione dei tributi e contributi sarà cadenzata nel tempo dall'altra. Un tira e molla che dura oramai da tempo e che forse sarebbe meglio ricondurre sulla strada maestra che è quella reale della ricostruzione, sulla certezza in sostanza di avere risorse psebdibili in Finanziaria. Lo Stato ha detto comunque no alla sospensione ulteriore degli sgravi. Dal primo luglio la busta paga sarà quella canonica senza il cumulo degli oneri, per la restituzione, invece, c'è un blocco in attesa di studiare un provvedimento che ne attenui negli anni la rateizzazione. La Regione e quindi i sindaci chiedono una condizione che lo Stato ora ritiene troppo pesante per quest'ultimo cioè una decurtazione del 60% e una restituzione a lungo tempo con rate minime che non vadano a incidere troppo sugli stipendi più bassi. Il sottosegretario alle Finanze Casero ieri pomeriggio ai sindaci e a Romagnuolo ha promesso ancora che tutto verrà iscritto in Finanziaria così come 300 milioni di euro annui per la ricostruzione pesante per i prossimi tre anni. I sindaci pur con molto scetticismo aspetteranno questa volta solo pochi giorni, poi si mobiliteranno.
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10/07/2008