I sei avrebbero truccato una serie di gare di appalto per favorire alcune aziende facenti capo a Mastrolia, ritenuto il capo dell'organizzazione. Salernitano, Mastrolia è titolare di alcuni pastifici in diverse regioni e proprietario di un'azienda di mobili per il settore navale e alberghiero. L'indagine era stata avviata nel 2004 dalla Procura della Repubblica di Campobasso e poi trasferita per competenza a quella campana. Gli arresti sono stati decisi dal Gip Piccirillo su richiesta del sostituto procuratore Dongiacomo. Agli arresti domiciliari sono stati posti, oltre a Mastrolia, gli imprenditori Luciano Di Pilla (57), di Chiauci (Isernia), e Pasquale Sciulli (52), di Gamberale (Chieti), oltre ai funzionari pubblici Gennario Fiorito (62), Maria Rosaria Lepre (52), entrambi di Napoli, e Gino Brinati (59). Nel frattempo la Nestlé Italiana spiega di non avere nessuna intenzione di rescindere il contratto di vendita del marchio Buitoni, almeno al momento, con la società dell'imprenditore. Nessuna rescissione, dunque, nonostante le istituzioni umbre e marchigiane che vigilano sul futuro dello stabilimento di San Sepolcro abbiano chiesto un nuovo tavolo per le trattative con un partner affidabile. «Dalle notizie di stampa - si legge comunicato stampa emesso dalla Nestlè Italia - sembra che i fatti oggetto d'indagine risalgano al 2004 e siano relativi alle attività di una società del gruppo che opera nel settore dell'arredamento e, comunque, nulla avrebbero a che vedere con il settore alimentare, nel quale il Gruppo Tmt è presente con Corticella, Pezzullo, Pasta Combattenti, Polenghi Lombardo, Giglio. Quanto accaduto non influisce sul processo di cessione del business Buitoni».
Cos.San.
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05/07/2008