Ieri è stata una giornata campale sul fronte della protesta dei pescatori. A Manfredonia il porto è stato bloccato dai pescherecci che si sono messi in fila in mare, ostruendo l'uscita di tutti i mezzi dallo scalo marittimo. Per questo motivo la nave-cisterna che approvvigiona di acqua potabile le Isole Tremiti è stata costretta a restare in porto, così come i mezzi veloci e gli altri traghetti che collegano Manfredonia alle Diomedee. Tra questi mezzi l'aliscafo Pacinotti, che gli anni scorsi collegava Termoli alle Isole Tremiti. Disagi si sarebbero registrati sulle isole per il mancato arrivo della motonave-cisterna. E' dunque riesplosa, dalla Puglia, la rabbia dei pescatori contro il caro-gasolio, motivo che nelle scorse settimane ha bloccato la pesca per oltre 15 giorni consecutivi. Il blocco aveva riguardato anche la marineria di Termoli, sensibile al problema, tanto che numerosi pescatori di sono recati a Bruxelles per fare sentire le proprie ragioni, anche con manifestazioni di piazza. Poi la tregua, anche grazie ai provvedimenti annunciati dal ministro per l'Agricoltura Luca Zaia, che ha predisposto un decreto legge per la cassintegrazione straordinaria ed altre misure, non intervenendo però sul caro-gasolio, motivo centrale della protesta di tutte le marinerie del Mediterraneo. I problemi dei pescatori di Manfredonia sono gli stessi dei pescatori di Termoli: rifornire di gasolio un motopeschereccio raggiunge cifre da capogiro e supera il 50% dei costi sostenuti. Per molti armatori uscire per le battute di pesca, a questo prezzo del gasolio, non è conveniente. La scorsa settimana erano state annunciate misure anche su questo fronte, ma non sono arrivate. Ed anche il «braciere» delle marinerie è tornato a «rinfocolarsi». Un malcontento che potrebbe estendersi ad altri comparti marittimi.
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03/07/2008