Una quattro giorni che vedrà i maestri della pietra impegnati nella realizzazione di pannelli dedicati alla fiaba di Pinocchio che renderanno vivo il Parco dedicato al burattino di Collodi. E saranno Giuseppe Colangelo - che è anche il direttore artistico della manifestazione - la vietnamita Huynh Van Hoang, Edoardo Lalli, Vanni Macchiagodena, Stefania Palombo, Francesco Panceri ed Antonella Tiozzo più Atonia Donatelli e Toni Tatangelo quali stagisti dell'ISA di Vasto a creare su pannelli di pietra leccese di un metro per un metro i pannelli dedicati al celeberrimo burattino. «E' stato entusiasmante leggere a 40 anni la fiaba di Pinocchio ed interpretarla con gli occhi da adulto- ha detto Colangelo- Gli artisti - anche per lasciare un messaggio sociale, ha aggiunto l'artista - baseranno le loro opere sull'interpretazione delle frasi e dei nomi della fiaba collodiana entrati nel gergo comune anche internazionale. Ecco dunque il naso lungo, comunemente attribuito a quanti dicono le bugie. Oppure i detti: "le bugie hanno le gambe corte"; "Vivere nel paese dei balocchi" o della "Cuccagna". Ma anche "ridere a crepa pelle" nato dopo l'uscita delle Avventure di Pinocchio. Come molti dei personaggi sono divenuti per antonomasia modelli umani tipici, oggi citati frequentemente nel linguaggio comune. Ed ecco i Mangiafuoco, per indicare i tipi burberi e irascibili. I Gatto e la Volpe per una coppia di amici poco affidabili. Lucignolo, per identificare i ragazzi ribelli e scapestrati, Grillo Parlante per chi si prodiga a dare consigli rimanendo inascoltato. Per non parlare poi di Pinocchio, divenuto ormai sinonimo di bugiardo e falso». I gazebo dove lavoreranno gli artisti sono allestiti vicino al parco giochi "La Croce".
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02/07/2008