POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

Nessuna indicazione unitaria dalla riunione di ieri del gruppo della Margherita

Provincia, «fumata» nera

CAMPOBASSO Continua il «braccio di ferro» tra il presidente della Provincia Nicola D'Ascanio e la segreteria regionale del Pd sulla sfiducia all'assessore ai lavori pubblici Francesco Di Falco.
Negli ambienti di palazzo Magno, in piena fibrillazione già da qualche giorno, in molti si aspettano l'annuncio della nomina ad assessore di Pierpaolo Nagni, che ha appena concluso il suo compito di subcommissario dell'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica, che gli era stato assegnato dall'ex Ministro dei lavori pubblici Giuseppe Fioroni.


Come dalle previsioni della vigilia è infatti finita con una «fumata nera» la riunione di ieri del gruppo della Margherita. Una riunione che secondo le intenzioni di D'Ascanio doveva servire a fare il nome del sostituto dell'assessore termolese.
Un'indicazione unitaria che presupponeva un accordo «pacifico» tra i tre componenti del gruppo, il segretario regionale del Pd Annamaria Macchiarola e il consigliere Costantino Manes Gravina, che hanno ritirato la fiducia al presidente della giunta e Vincenzo Mucci, tra i fedelissimi di D'Ascanio. Un accordo che non poteva esserci e che ovviamente non c'è stato. «Dopo un lungo confronto, non si è pervenuti ad una decisione unanime - ha dichiarato Mucci - malgrado io abbia più volte fatto il tentativo di ragionare sulla persona di Pierpaolo Nagni, in altre occasioni indicato come espressione della segreteria e dal gruppo per ulteriori avvicedamenti». Mucci è andato anche oltre, invitando D'Ascanio «ad esercitare le prerogative di legge in materia di nomina dei componenti della giunta, «ricordandole che il sottoscritto, coi consiglieri del Pd Varra e Tiberio le avevano già sottoposto l'indicazione di Pierpaolo Nagni».
Opposta la valutazione del segretario del Pd. «Non è possibile riportare la questione a un sereno confronto- ha dichiarato Annamaria Macchiarola - se il presidente D'Ascanio continua a utilizzare metodi estranei alla dialettica politica, adottando atti unilaterali e autoritari, pur nell'ambito delle prerogative previste dalla legge. Mentre il consigliere Mucci insisteva sull'indicazione di Nagni - ha aggiunto io e il consigliere Manes Gravina insistevamo nell'affermare che il caso della destituzione dell'assessore Di Falco non è chiuso. Per noi deve essere altrettanto chiaro che ogni eventuale nuova designazione verrà attribuita o accettata a titolo personale, mancando i necessari passaggi polticia».
E dal Pd all'Idv che prende le distanze e invita a evitare conflitti interni alle forze politiche. La «palla» a questo punto passa all'opposizione, che sta lavorando sull'ipotesi della mozione di sfiducia, per tentare il «colpaccio» in un'istituzione che fino a qualche mese fa sembrava solidissima.
C.S.

Vai alla homepage

01/07/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro