Un'inchiesta coordinata
dalla Procura della Repubblica di Isernia ed affidata alla
Guardia di finanza nella quale sono rimasti coinvolti, tra
gli altri, - come confermato da alcuni difensori e avvocati
di parte civile - i titolari, all'epoca dei fatti, di
alcuni laboratori tessili presenti tra le provincie di
Isernia, Caserta e Frosinone.
Nel processo che si è
aperto ieri dinanzi al collegio presieduto dal giudice
Francesco Ferdinandi (giudici a latere Messa e D'Onofrio)
si sono costituite, dunque, parte civile alcune grandi
aziende italiane della moda: Prada, Dolce & Gabbana, Tod's
(assistita dall'avvocato Laura Dumi di Fermo), Trussardi
(assistita dall'avvocato Franco Mastronardi in sostituzione
dell'avvocato Giuseppe Musumeci di Milano). Un'udienza che
è servita soprattutto a incardinare il procedimento
rinviato, per l'escussione di dodici testi del Pm Federico
Scioli, al prossimo 12 novembre.
Ancora, dunque, tutti
da chiarire i contorni dell'associazione a delinquere, la
più grave tra le ipotesi contestate, attraverso la quale si
sarebbe organizzata la produzione e il commercio di capi di
abbigliamento contraffatti diretti sia al mercato italiano,
sia straniero. Così come sono da chiarire i diversi livelli
di responsabilità degli indagati i cui difensori sono
comparsi ieri in aula. Tra gli altri l'avvocato Arturo
Messere del foro di Campobasso, Giuseppe Marinelli del foro
di Isernia, l'avvocato Stellato del foro di Santa Maria
Capua Vetere, sostituito dall'avvocato De Angelis.
Vai alla homepage
19/06/2008