Il magistrato,
chiamato a giudicare le responsabilità o meno dell'imputato
nel corso del processo, ha intenzione di verificare senza
ombra di dubbio la possibilità dell'uomo di perdere il
controllo con altre ragazze. Il perito ha a disposizione un
mese circa per sottoporre il portatore di handicap agli
accertamenti necessari. A conclusione del lavoro dovrà
relazionare sui risultati della perizia nel corso di
un'altra udienza. Secondo quanto già dichiarato dal medico,
l'imputato non sarebbe in grado di intendere e di volere.
Entra nel vivo, dunque, il caso di molestie sessuali che ha
visto come protagonista un diversamente abile di Larino
accusato di aver allungato le mani verso un'amica di cui si
era invaghito e che frequentava durante le serate trascorse
in comitiva. La «mano morta» è stata giudicata molestia
sessuale.
A.S.
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12/06/2008