«Non riesco più a vivere e a far vivere la mia
famiglia. Da più di una settimana siamo costretti a
mangiare solo pane e cipolla e fra qualche giorno le mie
risorse economiche saranno definitivamente prosciugate. Non
riesco a comprendere come mai il mio grido di aiuto sia
stato ignorato da chi di dovere ed in particolar modo dai
politici locali. E' mai possibile - aggiunge - che nel 2008
una famiglia debba ricorrere all'elemosina per poter
campare? Come si può sostenere un nucleo familiare con soli
257 euro al mese?». La vicenda del signor Perrella ai
nostri lettori è ben nota come è oltremodo conosciuta la
sua lunga ed estenuante battaglia personale, per far sì che
anche in Molise possa nascere un reparto di
Neuropsichiatria infantile. «Oltre a mia moglie e a mia
figlia debbo pensare all'altra figlia che è ricoverata a
Manfredonia e che necessita di continue cure. Ormai sono
arrivato a toccare il fondo del barile - ha evidenziato
Perrella - e sono pronto a compiere anche gesti estremi
affinché la mia vicenda personale possa trovare una
risoluzione definitiva. Non chiedo la luna ma solo che
siano riconosciuti i miei diritti e quelli delle mie
figlie. Sia io che le mie figlie attendiamo il
riconoscimento di invalidi civili, per poter accedere ad un
sostegno economico che ci possa permettere di vivere da
esseri umani. Io non posso lavorare più per i numerosi
problemi fisici che ho, mia moglie ha visto aggravarsi il
suo quadro clinico e le mie figlie non sono autosufficienti
per i noti problemi psichiatrici. Sono disposto anche ad
effettuare corsi professionali o ad essere inserito in
qualche programma per gli ipovedenti per l'inserimento
professionale, ma fino ad oggi nessuno si è passato la mano
sulla coscienza ad eccezione di qualche nobile imprenditore
che, malgrado la sua bontà, è riuscito solo a tamponare
momentaneamente il fiume di denaro che ho speso e sto
spendendo per far curare le mie bambini fuori regione.
Perché non posso accedere ai rimborsi previsti dalla legge
regionale per chi come me è costretto a ricorrere a cure
mediche fuori dal Molise per le croniche carenze della
sanità locale? La situazione come detto è arrivata al
cosiddetto punto di non ritorno e il Perrella minaccia
gesti clamorosi di protesta. «Se entro qualche giorno il
mio appello non sarà accolto da chi di dovere mi andrò ad
incatenare davanti alla Prefettura di Campobasso e, in
contemporanea, inizierò lo sciopero della fame e della
sete».
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03/06/2008