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Stefano Venditti

CAMPOBASSO - «A mali estremi, ...

Stefano Venditti



CAMPOBASSO - «A mali estremi, estremi rimedi». Ormai è questa la filosofia di vita di Tony Perrella che, malgrado le numerose vicissitudini che hanno caratterizzato e caratterizzano la sua esistenza e quella della sua famiglia, continua ad essere palesemente ignorato dalle istituzioni locali ed in particolar modo dagli assessorati alle politiche Sociali del Comune e della Provincia di Campobasso e, soprattutto, dagli assessorati regionali alla sanità e alle politiche sociali.


«Non riesco più a vivere e a far vivere la mia famiglia. Da più di una settimana siamo costretti a mangiare solo pane e cipolla e fra qualche giorno le mie risorse economiche saranno definitivamente prosciugate. Non riesco a comprendere come mai il mio grido di aiuto sia stato ignorato da chi di dovere ed in particolar modo dai politici locali. E' mai possibile - aggiunge - che nel 2008 una famiglia debba ricorrere all'elemosina per poter campare? Come si può sostenere un nucleo familiare con soli 257 euro al mese?». La vicenda del signor Perrella ai nostri lettori è ben nota come è oltremodo conosciuta la sua lunga ed estenuante battaglia personale, per far sì che anche in Molise possa nascere un reparto di Neuropsichiatria infantile. «Oltre a mia moglie e a mia figlia debbo pensare all'altra figlia che è ricoverata a Manfredonia e che necessita di continue cure. Ormai sono arrivato a toccare il fondo del barile - ha evidenziato Perrella - e sono pronto a compiere anche gesti estremi affinché la mia vicenda personale possa trovare una risoluzione definitiva. Non chiedo la luna ma solo che siano riconosciuti i miei diritti e quelli delle mie figlie. Sia io che le mie figlie attendiamo il riconoscimento di invalidi civili, per poter accedere ad un sostegno economico che ci possa permettere di vivere da esseri umani. Io non posso lavorare più per i numerosi problemi fisici che ho, mia moglie ha visto aggravarsi il suo quadro clinico e le mie figlie non sono autosufficienti per i noti problemi psichiatrici. Sono disposto anche ad effettuare corsi professionali o ad essere inserito in qualche programma per gli ipovedenti per l'inserimento professionale, ma fino ad oggi nessuno si è passato la mano sulla coscienza ad eccezione di qualche nobile imprenditore che, malgrado la sua bontà, è riuscito solo a tamponare momentaneamente il fiume di denaro che ho speso e sto spendendo per far curare le mie bambini fuori regione. Perché non posso accedere ai rimborsi previsti dalla legge regionale per chi come me è costretto a ricorrere a cure mediche fuori dal Molise per le croniche carenze della sanità locale? La situazione come detto è arrivata al cosiddetto punto di non ritorno e il Perrella minaccia gesti clamorosi di protesta. «Se entro qualche giorno il mio appello non sarà accolto da chi di dovere mi andrò ad incatenare davanti alla Prefettura di Campobasso e, in contemporanea, inizierò lo sciopero della fame e della sete».

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03/06/2008










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