Nella
discarica della città arrivavano residui da varie regioni
d'Italia tra cui i fanghi del depuratore di Pescara, i
rifiuti della produzione conciaria e tessile, legno e anche
sostanze non ben identificate. Sono 19 le persone indagate
per violazione delle leggi sui trasporti e smaltimento di
rifiuti.
Finisce nei guai anche un imprenditore di
Campomarino chiamato a rispondere di una serie di accuse.
Gli indagati, secondo l'accusa, agendo in concorso, erano
riuscite a creare un grosso giro illegale di smaltimento
dei residui senza regole.
Tutto avveniva «in assenza
di autorizzazioni, iscrizioni o comunicazione». Nonostante
le indagini e i sequestri però tutto procedeva normalmente,
c'era anche chi non si faceva problemi e dissequestrava
quello che i forestali ponevano sotto sigillo.
Come
nel caso del titolare della ditta di Campomarino che deve
rispondere oltre al traffico e smaltimento di rifiuti senza
autorizzazioni anche di violazione dei sigilli e
sottrazione di bene sottoposto a sequestro.
Gli
episodi contestati dalla Procura di Pescara sono due:
entrambi sono avvenuti a giugno del 2007 quando
l'imprenditore campomarinese vende un suo rimorchio che era
stato sequestrato ma del quale aveva la custodia, e
noleggia il trattore sempre sottoposto a sequestro.
Nei prossimi giorni se ne saprà di più della vicenda.
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02/06/2008