Alla
macroeconomia compete quindi lo studio e il funzionamento
dei sistemi economici complessi delle Regioni, dello Stato
e Internazionali. Essa può essere usata per analizzare
l'andamento futuro di talune variabili necessarie allo
sviluppo del sistema.
Bisogna incrementare il nostro
sviluppo, questo ci consiglia l'Europa: rendere più moderna
la crescita economica del nostro apparato produttivo,
specie quello meridionale, assai lento nella crescita e
nello sviluppo.
Prendiamo ad esempio la globalizzazione
in economia. Come si sa, essa consiste nella crescita
accelerata di attività economiche sopranazionali,
nell'integrazione dei mercati nei diversi paesi del mondo e
nell'intensificarsi dei commerci di beni, di prodotti, di
capitali, di servizi, di investimenti e di lavoratori.
Il processo non è nuovo nella storia economica, esso si
riferisce alla tendenza dei fenomeni economici a
svilupparsi, a partire degli anni settanta su scala
internazionale.
La globalizzazione in economia si è
rivelata uno strumento assai utile per la redistribuzione
delle produzioni e ha permesso una crescita generalizzata
delle economie mondiali.
L'uso del termine
(globalizzazione) è recente; risale al periodo relativo al
fenomeno di integrazione della economia.
Nel contesto
della globalizzazione, molte nostre imprese eccellenti si
sono inserite con successo, trovando il modo giusto per
affermarsi; spingendo verso l'alto il nostro sistema
dell'export.
Tale successo nasce da quelle Regioni,
quelle città, che hanno avuto dei buoni amministratori
locali, guidati da intuito e prontezza nel sostenere e
coinvolgere le forze economiche migliori durante il periodo
di riflusso.
Dopo un lungo periodo di stasi, bisogna
ora crescere in maniera sostanziale; così potrà avvenire
per mezzo delle riforme di struttura che rimettano la
nostra economia produttiva in grado di raggiungere un
effettivo e forte rilancio.
Auspichiamo per lo sviluppo
del Meridione il modello europeo, che si basa, per la
crescita, sul sistema dell'economia sostenibile e della
coesione sociale, che tutela i diritti politici, economici,
giuridici e del Welfare.
La coesione sociale
rappresenta, nell'ambito delle politiche pubbliche, il
fattore di solidarietà e di equilibrio a garanzia di tutti
i cittadini (lavoro, sicurezza sociale, diritti dei
lavoratori, pari opportunità, lotta alla esclusione e alla
discriminazione).
Questi valori saranno soggetti in
campo Europeo ad una riforma ancora più profonda, nel
programma relativo al periodo 2007-2013.
Al sistema
Italia necessita quindi una ripresa complessiva (nord-sud)
e non un sistema economico duale, ove crescono gli
squilibri e aumenta il dislivello fra le aree: al nord e al
centro le imprese sono in ripresa, mentre al sud stentano a
ristrutturarsi e innovarsi.
Vai alla homepage
02/06/2008