Sconcerto dovuto non tanto al
ritiro del provvedimento, «che pure mi avevi prospettato -
scrive D'Uva, per trovare l'accordo tra i gruppi politici,
maggioranza in primis», quanto sulle motivazioni addotte.
Motivazioni che fanno riferimento al colloquio tra il
sindaco e il governatore Iorio sulla quasi certa bocciatura
da parte del Consiglio regionale del nuovo Prg, con
l'impegno dell'assise civica a procedere all'adozione di
una nuova variante. Da qui l'inutilità delle modifiche, che
per D'Uva hanno invece carattere emergenziale, per bloccare
«le costruzioni di villette a schiera in zona agricola
della stessa fattispecie delle lottizzazioni abusive e
porre fine allo stratagemma «palazzinari furbetti», che in
fase progettuale chiedono la realizzazione di vani
sottotetto, che non fanno cubatura e per cui il Comune non
incamera oneri concessori, rivenduti come appartamenti
mansardati, con o senza condono». Rinviare l'approvazione
delle modifiche significa per D'Uva rimandare la soluzione
del problema «sine die», visti i tempi necessari per le
approvazioni delle varianti generali. L'assessore
all'urbanistica torna dunque sugli accordi
politico-programmatici del dopo crisi e insiste «sulla
necessità di difendere la libertà del Consiglio rispetto ai
poteri e ai potentati economici forti». Poi il riferimento
alla vicenda che lo aveva coinvolto, di cui D'Uva aveva già
riferito in aula nelle scorse settimane: le minacce di
morte ricevute e la predisposizione di un programma di
sicurezza da parte della Prefettura. «So che condividi il
percorso che insieme abbiamo tracciato - conclude D'Uva,
invitando Di Fabio a riportare in aula il provvedimento -
non consentire che tu sia il capro espiatorio di una
situazione, politicamente vergognosa ed imbarazzante, non
ascrivibile al tuo modo di pensare, e al tuo vissuto».
Ulteriori dettagli saranno comunque illustrati in una
conferenza stampa prevista per oggi alle 10,30.
C.S.
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28/05/2008